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Giubileo, la risposta dei rettori
alla lettera del cardinal Vallini

16 dicembre 2015 Cronaca, focus

“Il Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Lazio fa proprie le preoccupazioni sollevate dalla ‘Lettera alla Città’ di codesta Diocesi, raccogliendone le sfide. L’ampia e approfondita disamina contenuta nella citata missiva prende le mosse dagli affanni che hanno investito lo spazio fisico, l’identità collettiva e la coesione sociale della città. Al tempo stesso, richiama le risorse civili e religiose, i ‘meravigliosi talenti’, che Roma possiede e su cui occorre basarsi per una operazione di rilancio. Vengono poi enucleate cinque sfide principali – le vecchie e le nuove povertà; l’accoglienza e l’integrazione; l’educazione; la comunicazione; il formare pazientemente la classe dirigente di domani”. Così, riferisce una nota, il Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Lazio, in una lettera inviata al Cardinale Vicario Agostino Vallini e al Consiglio Pastorale Diocesano in risposta alla “Lettera alla Città” presentata il 5 novembre nella basilica di San Giovanni in Laterano ai rappresentanti delle istituzioni, dell’università e della scuola, della società civile e dell’associazionismo.

“È evidente come queste sfide – aggiunge – chiamino tutte le università presenti a Roma all’azione, a dare risposte concrete. In primis, tale impegno dovrà dipanarsi sulla sfida dei percorsi formativi. Tuttavia, è nostro intendimento contribuire anche alle altre sfide enunciate. E non potrebbe non essere così, in particolare sul versante della formazione di una classe dirigente, guida essenziale per far tornare Roma all’altezza della propria eredità, farla più ricca, più innovativa. Nel ringraziare la Diocesi di Roma per l’opportuna sollecitazione, vogliamo ricordare il nostro impegno collettivo e di coordinamento sul tema della sostenibilità in ogni sua declinazione (ambientale, economica, sociale e istituzionale), promuovendo la ricerca multidisciplinare e d’avanguardia nel campo delle risorse ambientali, sviluppando programmi di studio mirati e interdisciplinari, affinché il giovane studente di oggi divenga il motore di cambiamento verso un futuro sostenibile, ma prima di tutto sia un cittadino responsabile, così da contribuire ad aumentare il benessere umano e del nostro pianeta. Tutto ciò si intreccia e si coniuga con le tradizionali missioni tipiche delle Università italiane (didattica, ricerca e terza missione). È questo, infatti, il nostro compito: informare e formare, coinvolgendo tutti a rimanere vigili e risvegliare la capacità di guardare all’essenziale”.