domenica 22 ottobre 2017 21:16:08
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Gnam, “Corpo a corpo” con Abramović e Giambrone

Entrando nelle sale della Galleria nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea che ospitano la rassegna ‘Corpo a Corpo’ si ha come l’impressione che un unico tratto leghi le opere delle grandi artiste degli anni 70’, che con le loro performance hanno cambiato la storia dell’arte, con i lavori di alcune giovani artiste italiane che negli ultimi anni hanno ripreso e sviluppato il tema del linguaggio del corpo. E così le opere di Marina Abramović, Tomaso Binga, Sanja Ivekovi, Gina Pane e tante altre pioniere delle ricerche sperimentali dialogano con i lavori pensati da Eleonora Chiari e Sara Goldschmied, Chiara Fumai, Silvia Giambrone, Valentina Miorandi e Alice Schivardi e del collettivo artistico con base a Parigi Claire Fontaine, per rendere “l’idea di quello che è stata la sperimentazione della body art”. La curatrice Paola Ugolini, infatti, ha lavorato per creare un “un parallelo” fra i lavori più recenti e “le ricerche portate avanti dalle artiste storiche degli anni ’60 e ’70, la stagione del grande femminismo, quando molte artiste di tutto il mondo vennero in Italia per realizzare performance che hanno fatto la storia della arte”. Come quella di Marina Abramovic e Ulay realizzata alla Giudecca. Di particolare fascino gli scatti di Claudio Abbate realizzati a Roma fra il ’69 ed il ’72 “quando la galleria l’Attico ha iniziato a sperimentare l’ibridazione dei linguaggi. Attimi, fotografati da Abbate, che restano nella storia dell’arte”. Particolarmente entusiasta della rassegna anche la direttrice Cristiana Collu, titolare dei diritti sul titolo ‘Corpo a Corpo’, nato “dal corpo a corpo fra me e Paola durante le discussioni sull’organizzazione”. “La mostra – spiega la direttrice – consolida il rapporto con Paola Ugolini incentrato sull’attenzione al femminile in tutte le sue difficoltà perché c’è molto ancora da dire sulla questione di genere”. La mostra rimarrà aperta fino al prossimo 24 settembre.