venerdì 28 luglio 2017 02:28:34
omniroma

Archeologia, nuove scoperte a Santa Croce e visite guidate serali

Gli archeologi tornano a scavare e dall’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme tornano alla luce tre ambienti facenti parte della corte della residenza di Elena, madre di Costantino e, collegati con la Domus dei Ritratti, già in parte restaurata insieme alla vicina Domus della Fontana. È qui, ai piedi delle mura Aureliane, che la Sovrintendenza Speciale di Roma ha presentato i nuovi ritrovamenti che insieme all’intera area archeologica saranno visitabili eccezionalmente fino a settembre. Un’occasione per scoprire, al fresco della sera, un luogo sconosciuto della città che con le nuove sale venute alla luce si arricchisce di particolari che potrebbero cambiare la storia del sito. I tre ambienti rinvenuti facevano parte di una delle due Domus che componevano la corte di Elena, costruita in tutta fretta lungo il percorso delle mura Aureliane, adiacenti alla villa severiana, all’arrivo dell’imperatrice a Roma. Probabilmente adibiti a locali di servizio, i tre ambienti presentano ancora segni della loro funzione: “Abbiamo rinvenuto della cenere, dei vasi ed una lucerna che ci porta a pensare che uno dei locali fosse adibito a cucina”, spiega Anna de Santis, responsabile scientifico degli scavi. Le due Domus, in parte collegate da ambienti privi di copertura, erano presumibilmente composte da due piani ed adibite a residenza di dignitari. Veri gioielli di questo sito archeologico sono la fontana di forma circolare interamente rivestita in marmo, che da il nome alla prima Domus, e gli splendidi pavimenti a mosaico del IV di due triclini, dove sono raffigurati due busti, presumibilmente immagine dei proprietari della Domus. Questi luoghi saranno visitabili da domani fino al 16 luglio, dalle 19 alle 20 senza prenotazione ed a titolo gratuito. Dal 21 luglio al 1 settembre, invece, il sito sarà visitabile dalla 20 alle 23 su prenotazione ma sempre a titolo gratuito. Visite che consentiranno di ammirare una parte di un “complesso gigantesco – spiega il sovrintendente Prosperetti – che si stata piano piano riportando alla luce”, poiché fino ai bombardamenti della seconda guerra mondiale in quest’area sorgevano degli edifici militari realizzati dopo l’Unita d’Italia. Sempre qui, ma per questo ci vorrà tempo, sorgerà il nuovo laboratorio di restauro dei reperti di scavo della sovrintendenza all’interno di una struttura recentemente acquisita dall’associazione paracadutisti.