mercoledì 23 agosto 2017 17:37:20
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Forconi, perquisiti 18 del Movimento
Danilo Calvani: “Noi andremo avanti”

22 marzo 2017 Cronaca

La Polizia di Stato di Latina sta dando esecuzione a perquisizioni domiciliari su tutto il territorio nazionale nei confronti di 18 persone tra cui leaders ed esponenti del Movimento 9 Dicembre – Forconi. L’attività è condotta dalla Digos di Latina, in collaborazione con le Digos di Ascoli, Campobasso, Como, Firenze, Roma, Taranto, Treviso e con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Destinatari delle perquisizioni sono 18 persone evidenziatesi nei mesi scorsi per la loro appartenenza o comunque vicinanza al Movimento e che hanno manifestato l’intenzione di porre in essere una serie di condotte criminose finalizzate, in particolare, a dare esecuzione al cosiddetto “Ordine di Cattura Popolare”, un documento di 19 pagine redatto da alcuni tra gli odierni indagati e dal contenuto fortemente istigatorio con il quale si incitano i cittadini ad “arrestare” tutti i parlamentari della Repubblica, gli esponenti del Governo e finanche il Presidente della Repubblica.  Al riguardo, emblematico è quanto accaduto lo scorso 14 dicembre nei pressi di Montecitorio, allorquando un gruppo di aderenti aggredì l’ex parlamentare Osvaldo Napoli per eseguire il “primo arresto popolare di un politico”: nella circostanza, l’intervento di Polizia e Carabinieri in servizio di vigilanza scongiurò conseguenze peggiori e permise di identificare e denunciare 14 persone. “Ci processino pure, ma ci dicano se la sentenza della consulta è giusta o no. Oggi è un giorno importante per il Paese, adesso devono per forza far emergere le responsabilità di chi non ha fatto rispettare la sentenza della consulta che ha dichiarato abusivo questo Parlamento”. Così Danilo Calvani, leader del movimento dei Forconi, la cui abitazione è stata oggetto di perquisizioni da parte della digos di Latina. “Mi hanno sequestrato il computer – afferma – per cercare qualcosa di eversivo. Siamo stati noi a presentare le denunce in decine di Procure d’Italia contro i politici, che occupano abusivamente il posto dopo la sentenza della Consulta. La nostra era una provocazione e ci aspettavamo una reazione simile. Quello che ci viene contestato è che non possiamo sostituirci allo Stato. Andremo fino in fondo a questa storia, qui c’è una omissione di reato. Questo atto ci ha spiantato la strada. Il 9 aprile si terrà a Latina un’assemblea nazionale e decideremo se presentare le liste alle amministrative. La gente ce lo sta chiedendo ma vogliamo che non ci siano politici e che sia una cosa pulita. Sabato non saremo in piazza proprio per non mischiarci ai partiti tradizionali”.