giovedì 23 novembre 2017 04:50:06
omniroma

Fiumicino, indagato sindaco Montino
“Abuso d’ufficio sulle concessioni”

26 gennaio 2016 Cronaca

“Oggi mi è stato notificato dai rappresentanti della Capitaneria di Porto di Fiumicino, insieme ad altri, un avviso di garanzia per aver votato una delibera di Consiglio comunale relativa al rilascio di una concessione demaniale dei chioschi che, 14 anni fa, avevano vinto una procedura di evidenza pubblica per una concessione demaniale su 2000 metri quadri”. Lo ha reso noto il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, che è indaagto dalla Procura della Repubblica di CIvitavecchia per abuso d’ufficio insieme ai consiglieri comunali di maggioranza e a un dirigente comunale.

“Il Comune per anni – ha spiegato Montino – nonostante il bando, ha autorizzato l’attività sui 2000 metri di demanio attraverso una convenzione. Atto convenzionale che è stato contestato dalla Procura di Civitavecchia, perché non contemplato dal Codice della Navigazione. Il Consiglio di Stato ha affermato che la procedura di gara era legittima e, di conseguenza, l’Amministrazione comunale ha semplicemente portato a compimento un procedimento amministrativo iniziato nel 2002 e mai concluso. Sono sereno per aver operato nell’assoluta correttezza istituzionale e fiducioso nell’operato della magistratura che, sono certo, farà presto chiarezza su questa vicenda. Evidentemente, quando parliamo di demanio marittimo, risulta sempre difficile arrivare a una normalità”.  

Sulla vicenda, il M5S, con la parlamentare romana Roberta Lombardi, ha chiesto le dimissioni di sindaco e maggioranza. “C’è un dato che fa riflettere – ha detto Lombardi – Prima il Pd sostiene i ‘balneari’, alcuni dei quali fortemente indiziati di far parte di un consesso criminale, a Ostia. Oggi scopriamo che un sindaco dello stesso partito ha elargito concessioni a iosa sempre a favore dei balneari nell’arenile adiacente a quello di Ostia. Un comportamento in perfetta continuità con quanto fatto dal piddino Andrea Tassone, ancora oggi agli arresti domiciliari perché coinvolto nei fatti di Mafia Capitale”.