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FISCO, EVASIONE E BANCAROTTA: SEQUESTRATI 5 MLN BENI A IMPRENDITORE ROMANO

21 giugno 2016 Cronaca

I finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno effettuato un sequestro del patrimonio mobiliare e immobiliare, del valore stimato in circa 5 milioni di euro, nei confronti di Tocchio Gabriele, classe 1960, imprenditore capitolino con “alle spalle” condanne per evasione fiscale e bancarotta fraudolenta, plurime segnalazioni all’Autorità Giudiziaria per reati tributari e coinvolto, recentemente, in ulteriori vicende societarie sfociate in un fallimento.
Il provvedimento, disposto dal Tribunale Civile e Penale di Roma – sezione specializzata per le misure di Prevenzione, eseguito dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, giunge al termine di complesse indagini di polizia economico-finanziaria avviate, su input del servizio centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, nell’ambito di un’iniziativa progettuale volta a verificare la consistenza del patrimonio nella disponibilità di soggetti riconosciuti responsabili di reati a contenuto economico-finanziario (dai reati tributari a quelli fallimentari, dal riciclaggio/reimpiego a reati in materia bancaria).
In tale contesto, gli accertamenti eseguiti sul conto di Tocchio Gabriele hanno consentito di delinearne compiutamente il profilo criminale: nel dettaglio, l’uomo si è reso responsabile, nel corso dell’ultimo ventennio, di reiterate violazioni di carattere penale tributario ed è stato coinvolto in vicende fallimentari oggetto di contestazione in sede giudiziaria.
La verifica della pericolosità sociale è stata accompagnata dallo sviluppo di accertamenti patrimoniali, anche sul conto di diverse persone fisiche e giuridiche a lui riconducibili: è emersa, così la disponibilità in capo al Tocchio, attraverso la moglie ed i due figli, di un significativo patrimonio societario ed immobiliare del tutto incongruente rispetto ai redditi lecitamente dichiarati.
Gran parte del patrimonio è risultato essere stato conferito in un fondo patrimoniale (c.d. “Trust”), costituito “…a protezione dei beni della famiglia Tocchio per il passaggio generazionale dei beni stessi a figli Tocchio Maia e Tocchio Mirko…”.
Sulla scorta delle vicende penali che hanno visto protagonista Tocchio Gabriele, è verosimile ritenere che il conferimento di beni al Trust abbia avuto, come unico scopo, quello di eludere possibili misure ablative.
La rilevata sproporzione – unita alla qualificata pericolosità sociale – ha, quindi, permesso di richiedere, ai sensi del “Codice Antimafia”, il sequestro finalizzato alla confisca dell’intero patrimonio direttamente o indirettamente riconducibile all’uomo.
Oggi sono stati, quindi, “messi i sigilli” al patrimonio di 1 trust familiare; patrimonio aziendale e relativi beni di 5 società di capitali, con sedi a Roma; 1 marchio registrato; 13 unità immobiliari, site in Roma e provincia, ed in provincia di Rieti; 1 autoveicolo; rapporti finanziari, per un valore complessivo di stima dei beni di circa 5 milioni di euro.