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EVASIONE REBIBBIA, ARRESTATI DALLA POLIZIA QUATTRO FAVOREGGIATORI

13 luglio 2017 Cronaca

Alle prime ore del mattino è stata data esecuzione, da parte della Squadra Mobile di Roma, della Squadra Mobile di Milano e del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Roma, su richiesta della DDA di Roma nei confronti di quattro soggetti di nazionalità albanese: O. A., di 26 anni, già ristretto presso la casa circondariale di Regina Coeli; M. A., di 23 anni, già agli arresti domiciliari nella provincia di Cremona; M. K., di 21 anni; S. M., di 40 anni, tutti responsabili, in concorso tra di loro, del reato di procurata evasione.
I provvedimenti sono stati eseguiti a Roma e nel cremonese per quanto concerne O.A. e M. A., mentre per M.K. e S.M., sono in atto ricerche nell’intero territorio nazionale.
L’ordinanza è stata emessa a seguito di una complessa ed articolata attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, scaturita dall’evasione dalla Casa Circondariale N.C. di Rebibbia dei cittadini albanesi B.T., di 36 anni, detenuto per omicidio, condannato all’ergastolo; P.I., di 40 anni, detenuto per tentato omicidio, armi e sequestro di persona, con fine pena previsto il 17-12-2041 e H. M., di 38 anni, detenuto per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanza stupefacente, con fine pena prevista il 23-03-2020.
La notte del 27 ottobre 2016, dalla Casa Circondariale N.C. di Rebibbia i tre detenuti, dopo aver segato le sbarre della finestra della loro cella ed aver percorso un tortuoso itinerario all’interno del carcere, hanno raggiunto il muro di cinta e, calandosi con delle lenzuola annodate, sono riusciti ad abbandonare la struttura.
Dalla dinamica dell’evasione, è apparso subito chiaro che i tre avevano pianificato con cura le relative modalità e che godevano della complicità, fuori dal carcere, di alcuni complici che li hanno fatti salire in auto nei pressi delle mura di cinta, consentendogli di allontanarsi velocemente.
Le indagini della Polizia di Stato sono state articolate su una complessa analisi dei tabulati telefonici delle utenze di ciascun detenuto e su intercettazioni telefoniche esperite nei confronti di familiari dei tre fuggitivi. Grazie a tale attività, sono stati scoperti i favoreggiatori, oggi arrestati.
Gli elementi acquisiti hanno consentito di ricostruire l’accaduto durante e dopo l’evasione. I fratelli A. e K. M., nipoti dell’H.M., insieme ad S.M., la sera del 26 ottobre, dopo essere stati contattati dall’interno del carcere, sono partiti da Milano ed hanno raggiunto la Capitale dove, giungendo nei pressi di Rebibbia, si sono incontrati con O.A. I quattro hanno poi prelevato gli evasi e si sono dati alla fuga, facendo perdere le proprie tracce.
Nell’ambito delle incessanti attività volte al rintraccio dei tre evasi, O.A. è stato tratto in arresto nel mese di novembre scorso, poiché trovato in possesso di circa 45 kg. di marijuana.
H. M. è stato catturato la sera del 10 febbraio scorso in provincia di Como, in località Luisago, ove si nascondeva all’interno di un’abitazione a tre piani presa in affitto, favorito nella latitanza da alcuni parenti tra cui il cugino K. E., il quale, a seguito di perquisizione domiciliare della sua abitazione di Concagno (CO), è stato trovato in possesso di 1 kg di cocaina. Al momento dell’arresto, H.M. è stato trovato in possesso di documenti romeni contraffatti.