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ESQUILINO, ANTIFASCISTI CONTRO MANIFESTAZIONE CASAPOUND: PIAZZA BLINDATA

21 maggio 2016 Politica

Qualche centinaio di persone è in presidio in piazza dell’Esquilino per protestare contro il corteo e il concerto organizzati oggi da CasaPound. La piazza è blindata: ai lati del quadrante sono schierate le forze dell’ordine con camionette e agenti per evitare incursioni provenienti dal corteo.
La manifestazione è iniziata al canto di ‘Bella ciao’, intonata dai ragazzi arrivati in corteo in piazza. All’Esquilino non solo tanti giovani, ma anche reduci di guerra e membri delle associazioni antifasciste di Roma. Prima tra tutte l’Anpi, l’associazione dei partigiani italiani, promotrice del presidio di oggi. Il suo presidente della provincia di Roma, Fabrizio De Sanctis, ha spiegato che "il messaggio che vuole lanciare questa piazza è quello di una difesa della costituzione: siamo qua compostamente, pacificamente e vogliamo parlare della Costituzione. Noi abbiamo chiesto che non ci fosse quella manifestazione e siamo qua perché non vogliamo permettere la propaganda" di quelle forze di destra.
Fabio Pietrobarbaro, presidente romano di Anvrg, l’ associazione nazionale veterani e reduci garibaldini, ha invece parlato della volontà di "marcare la nostra presenza a Roma, una città che si è distinta per la lotta al fascismo: è inaccettabile che i fascisti siano ancora qua. Auspico che quest’anno il parlamento, per celebrare l’anniversario dell’assemblea costituente faccia una legge nuova che definitivamente attui la disposizione transitoria del 1946 che proibisce la costituzione di partiti inneggianti al fascismo. Non doveva essere autorizzata la manifestazione" di CasaPound – ha concluso – siamo molto preoccupati. A Roma l’auspicio è che il nuovo sindaco sia antifascista e che abbia ben chiari i valori della costituzione".
Italo Pattarini, presidente Fiap, la federazione italiana associazioni partigiane, si è chiesto invece: "Chi l’avrebbe mai detto che dopo 70 anni dalla liberazione sarebbe stato ancora necessario mobilitarsi in una città come Roma? A fronte di una ferita che questa città ha come le fosse Ardeatine, abbiamo il paradosso di una elezione in cui abbiamo in due liste distinte due persone che di cognome fanno Mussolini".