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EDITORIA, MERCATO LIBRO IN CALO: LA SFIDA DEI BIG DATA CULTURALI

2 dicembre 2016 Cronaca

Nel 2012 si vendevano nei canali tradizionali (librerie, librerie online e grande distribuzione ) oltre 101 milioni di copie, per un fatturato di 1.317 milioni di euro. Nel 2014 le copie sono state meno di 92 milioni. Nel 2015 ancora di meno, – 4% sul 2014 e -1,9% del fatturato. Un mercato quello dell'editoria dunque in fase declinante, con una distribuzione asfittica: chiudono le librerie, si riduce la vendita nelle edicole le case editrici si fondono e comunque trovano nuove forme di aggregazioni che mettono in crisi il pluralismo. Quando si parla di digitale ci si riferisce solo agli eBook. Eppure l'industria dei contenuti (quelli digitali) cresce a 3 zeri.
Si stima un valore complessivo per il mercato italiano di circa 8 miliardi di euro. Sembra che il settore librario sia immune all'innovazione. O se cresce (dallo 0.20 all'1.19 di quota mercato) e' un dato irrilevante che accontenta pochi. Forse una delle strade e' imparare le regole dell'internazionalizzazione dei diritti. “L'Italia esporta nel mondo da sempre cultura quindi anche letteratura, poesia e saggistica e questi prodotti sono già spontaneamente distribuiti in tutto il mondo – dice Selena Pellegrini, Ceo di Thebrandexperience e autrice de “Il marketing del Made in Italy (Armando Editore) – Nessuno ha, tuttavia, mai pensato di farne un business come accade invece per altri prodotti culturali come foto e video ma anche la musica. Nell'era dei big data perché non si parla di big data culturali?”.