lunedì 21 agosto 2017 12:14:25
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EDILIZIA, FILCA-CISL: ROMA FERMA, RISORSE INADEGUATE ED IMPRESE CHIUDONO

Sedici semestri consecutivi in negativo, 32.700 posti di lavoro in meno in otto anni e una media di 11 operai che perdono il lavoro ogni giorno. Questa questa la fotografia impietosa del settore dell’edilizia a Roma presentata questa mattina nel corso del 10º congresso della Filca-Cisl di Roma. Andando più nello specifico dei dati, elaborati dall’ufficio studi del sindacato, dal 2013 ad oggi sono 7.800 i posti di lavoro in meno nel comparto, equivalenti alla chiusura di due stabilimenti Fiat, quelli di Melfi e quello di Pomigliano d’Arco, per l’impatto occupazionale. Inoltre, ogni anno, chiudono nella capitale 297 imprese. Di quelle che resistono la maggior parte ha tra uno e cinque dipendenti, mentre sono solo tre le imprese che hanno oltre 100 operai, 16 quelle tre 51 e 100. Sono invece in aumento i lavoratori italiani iscritti alla cassa edile, 52%. Per gli stranieri la maggioranza sono rumeni, il 72%, seguiti da albanesi, moldavi e polacchi. Dati che evidenziano la necessità “di rilanciare il circuito di interventi pubblici attraverso la programmazione di opere strutturali di infrastrutturali che alzino il livello di competitività e vivibilità consentendo a Roma di essere al passo con le altre grandi capitali europee”. La Capitale, questo il giudizio impietoso, “è una città ferma e si deve cambiare passo per portarla fuori dalle secche in cui si trova: non è possibile che per le opere pubbliche le manutenzioni stradali ci siano a disposizione sono 100 milioni scarsi tre anni. Le cifre stanziate sono inadeguate rispetto alla situazione disastrosa delle strade romane. Certo, il via libera allo stadio della Roma ha rappresentato una boccata d’ossigeno per l’edilizia romana, con migliaia di posti di lavoro in più ma, questo l’auspicio della Filca, “ci auguriamo che non sopraggiungono ulteriori problematiche e che il cantiere parta il prima possibile”. Altro tema sensibile è quello della sicurezza sui luoghi di lavoro. Infatti, nei cantieri “si continua a morire mentre sono sempre meno le ispezioni poiché tutti gli organi ispettivi sono in carenza di personale”.