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ECARE, DIPENDENTI IN PROTESTA SI SPOSTANO IN CAMPIDOGLIO

1 agosto 2016 Cronaca

"Vogliamo risposte, vogliamo risposte" hanno gridato i dipendenti Ecare in presidio per tutta la mattina dinanzi alla sede Acea di piazzale Ostiense e hanno fatto sentire la loro voce con fischietti e clacson delle auto. Intorno alle 11 i rappresentanti sindacali Rsu di Cgil, Cisl e Uil attendono di essere ricevuti da un rappresentante di Acea e dopo una mezzoretta arriva un incontro informale. "Un funzionario ci ha detto di mandare una richiesta su carta intestata per un incontro immediato" spiega Marcello Pani della Cgil.
Intanto i dipendenti continuano il presidio. Tra di loro ci sono esperienze diverse: ci sono lavoratori giovani, come Francesco, Martina e Melissa che hanno tra i 25 e i 30 anni, e ce ne sono altri come Enzo e Gianluca che hanno 45 anni e da oltre 15 lavorano per Ecare che ha in carico da Acea la commessa per il callcenter. "Si pensa che i lavoratori dei call center siano soltanto giovani studenti – dice Enzo – ma non è così. Ormai l’età media, complice la crisi economica, è di 35 anni. C’è gente che ha famiglia e che se oggi viene licenziata rischia di non ricollocarsi". Sono infatti diverse le mamme con bambini che sono arrivate in protesta all’Acea con passeggini e pannolini. "Siamo comunque quasi tutti a tempo indeterminato – spiega Martina – però noi che siamo più giovani abbiamo il contratto con l’agenzia interinale e non direttamente con Ecare, da circa un anno e mezzo". La protesta prosegue, gli striscioni con la scritta ‘Olisistem compra, Ecare licenzia, Acea tace’ vengono appesi ai cancelli della municipalizzata. "Olisistem è l’azienda che ha acquistato Ecare e che oggi denuncia una perdita e per questo ha dato il via alla procedura di licenziamento collettivo – aggiunge Enzo Triolo – ma siamo ancora nella fase di trattativa con i sindacati e quindi non si sono fatti i nomi dei possibili licenziati, per ora c’è soltanto un numero. Quello che ci preoccupa è che passato agosto i tempi di trattativa si riducono notevolmente e il rischio di licenziamento aumenta".
Intorno alle 12.30 un funzionario delle forze dell’ordine che si è fatto da intermediario comunica che ‘Acea sta rispondendo direttamente al Comune’.
I rappresentanti sindacali decidono quindi di spostarsi in Campidoglio nella speranza di poter essere ricevuti nella pausa dell’assemblea capitolina.