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DROGA, SPACCIAVANO COCAINA IN VILLA-FORTINO CON VEDETTE: DUE ARRESTI

15 novembre 2016 Cronaca

Si erano trasferiti a Tor Bella Monaca a San Cesareo, dove erano rapidamente diventati i boss dello spaccio di cocaina. L’attività di L.D. e C.J., due cognati trentenni già con diversi precedenti per lo stesso reato, è stata interrotta all’alba di questa mattina dai carabinieri della compagnia di Palestrina e della stazione di San Cesareo, in un’operazione condotta su disposizione della Procura della Repubblica di Tivoli nella quale sono state eseguite anche numerose perquisizioni.
Le indagini hanno consentito al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Tivoli – Mario Parisi – di ricostruire l’attività di spaccio reiterata realizzata nel territorio del circondario.
Gli indagati, appartenenti un nucleo familiare proveniente da Tor Bella Monaca e di recente trasferitosi a San Cesareo, erano divenuti un vero e proprio punto di riferimento per l’approvvigionamento della cocaina da parte dei giovani del posto. L’attività di spaccio avveniva in questo modo: il cliente si avvicinava alla villa di campagna in uso agli indagati, si faceva identificare attraverso frasi convenzionali, quindi si avvicinava ad una grata metallica, da cui spuntava una mano per ritirare il denaro e consegnare lo stupefacente.
Il “gruppo criminale” si era efficacemente attrezzato con impianti di video sorveglianza sia per l’identificazione degli acquirenti, sia per prevenire eventuali controlli di polizia, così realizzando un vero e proprio “fortino dello spaccio”, corredato da grate in ferro, alti muri perimetrali e una continua vigilanza posta in essere sia dal gruppo familiare sia da vedette.
L’attività d’indagine dei Carabinieri ha consentito, nonostante le cautele degli indagati, di documentare la gran quantità di cessioni di stupefacente, che avveniva a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche ad alcuni minorenni.
La realizzazione di un vero e proprio “fortino” diretto a prevenire l’intervento delle forze dell’ordine, ha richiesto particolari accorgimenti per l’esecuzione dell’ordinanza cautelare (e le perquisizioni) che ha visto impiegati circa trenta uomini (con supporto di due pattuglie cinofile). Grazie all’utilizzo del metal detector sono state rinvenute due pistole “nastrate” e nascoste tra i terreni circostanti le abitazioni perquisite, armi su cui sono in corso gli accertamenti del caso.