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Droga, maxi operazione Gico-Gdf-Dia
Arrestati 15 membri gruppo criminale

10 novembre 2016 Cronaca

Sono quindici le persone finite in carcere nell’ambito di una vasta operazione antidroga condotta dagli uomini del Gico e della squadra mobile di Roma e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini hanno consentito agli inquirenti di smantellare una organizzazione criminale finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, guidata da Venanzo Tamburini, già noto alle forze dell’ordine e pregiudicato per simili reati. Quest’ultimo insieme a Ermanno Di Rocco e Antonio Anotnini avrebbe organizzato e finanziato numerose importazioni di droga dall’America del sud e del centro. In particolare, i canali di approviggionamento dello stupefacente -cocaina, eroina, metanfetamine- del sodalizio romano erano due. Nel dettaglio, i finanzieri del Gico hanno accertato 7 importazioni di droga dal Guatemala, per un totale di 12 chili di cocaina e 4 corrieri arrestati. In questo caso, lo stupefacente veniva trasportato in aereo fino all’aeroporto di Bologna, occultato in scomparti segreti di comuni valigie o all’interno di capi d’abbigliamento. Un secondo canale di importazione, del quale si sono occupati gli uomini della squadra mobile, è invece quello individuato dagli investigatori in Colombia, nella città di Bogotà. In questo caso, lo stupefacente giungeva in Italia via mare, dai porti di Barranquilla e Santa Marta fino in europa e di qui a Roma, da dove veniva immessa sulle piazze di spaccio delle periferie (Trullo, Casetta Mattei, Corviale, Albano laziale). L’indagine, denominata “Fire&Ice-Up”, condotta dalla Polizia di Stato, è scaturita dalla collaborazione tra la Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Roma e la DEA, l’agenzia federale statunitense specializzata nel contrasto al narcotraffico internazionale, che indagava su un cartello colombiano. Nel corso di questa indagine, sono stati sequestrati 245mila euro mentre, complessivamente, sono finiti sotto sequestro 3 tonnellate di cocaina (968 chili negli Stati Uniti); 42 chili di eroina e 96 chili di metanfetamine. 96, invece, gli indagati arrestati fuori dall’Italia.
Gli indagati oltre a vantare una notevole disponibilità di capitali illeciti per finanziare le importazioni di droga e la capacità di “piazzare” rapidamente la sostanza sulle piazza della capitale, si sono dimostrati molto scrupolosi nelle loro conversazioni telefoniche. Temendo di essere intercettati, utilizzavano utenze telefoniche dedicate e telefoni dotati di chat “pin to pin”. Al di là della tecnologia impiegata, i trafficanti si esprimevano con un gergo particolare e difficile lettura. Ad esempio, per comunicare che la cocaina era stata “tagliata”, dicevano: “La ragazza si è cambiata”. Oppure, per comunicare che avrebbero eseguito un controllo nelle carceri alla ricerca di un corriere del quale avevano perso le tracce, dicevano: “Faccio controllare i parcheggi”. Tra gli indagati sottoposti a misura cautelare, figura anche Fabiola Moretti, ex appartenente alla banda della Magliana. La donna, secondo gli inquirenti, si riforniva sistematicamente di cocaina da un’altro degli indagati e in alcune circostanze avrebbe svolto il ruolo di “assaggiatrice”. Agli arresti anche Giovanni Cardoni, titolare di taxi che ha partecipato all’associazione per delinquere prestando il proprio aiuto in veste di autista al servizio del sodalizio.