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DROGA, INDAGATI PEDINAVANO CC IMPEGNATI IN INDAGINE

8 marzo 2018 Cronaca

Rilevante è “la capacità dei componenti di questo gruppo criminale, soprattutto al vertice, di venire a conoscenza delle attività investigative, sia pure non nel dettaglio, di individuare la forza di polizia che conduceva le indagini, di capire chi erano i militari più impegnati nell’indagine e di effettuare nei confronti di questi militari un’attività di intimidazione estremamente seria e grave, costituita in attività di pedinamento dei militari che procedevano nell’attività di indagine e di individuazione delle rispettive abitazioni”. A riferirlo il Procuratore aggiunto della DDA di Roma dottor Michele Prestipino nel corso della conferenza stampa al Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma, in merito all’indagine antidroga, condotte dalla Compagnia dei Carabinieri di Tivoli e coordinate dalla Dda della Procura di Roma, che ha portato a 39 arresti nella Capitale.
“Tutto questo – ha aggiunto Prestipino – è stato scoperto nel corso dell’attività e ovviamente ha determinato non solo motivo di preoccupazione, ma è stato oggetto di valutazione in considerazione del livello di gravità e di utilizzo di un metodo mafioso da parte di questo gruppo, nel segnare la propria presenza sul territorio”. Dunque, Per gli investigatori gli indagati avrebbero studiato abitudini e spostamenti individuando anche le abitazioni delle forze dell’ordine impegnate nelle indagine per “adottare azioni ritorsive nei loro confronti come risposta ai numerosi arresti e sequestri eseguiti nei confronti di appartenenti del sodalizio”.