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Comune, stop al piano anticorruzione
Sui trasferimenti decidono i lavoratori

22 marzo 2016 Lavoro/Sindacato, Politica

Saranno gli stessi dipendenti di Roma Capitale a decidere se accettare il trasferimento nell’ufficio cui sono stati destinati in base al piano anticorruzione o se tornare nel precedente ufficio. Il sub commissario vicario Iolanda Rolli ha infatti inviato alle organizzazioni sindacali, e per conoscenza al direttore del personale capitolino e al comandante dei vigili urbani, un’informativa in cui sulla base della sentenza del tribunale di Roma, sezione lavoro, dello scorso 16 novembre, si chiede di verificare se il personale trasferito voglia essere riassegnato all’ufficio di provenienza o voglia essere confermati nell’attuale sede di assegnazione. La sentenza del Tribunale aveva annullato “tutte le disposizioni adottate da Roma Capitale sulla rotazione del personale” 2014-2015 ma, spiega Rolli, dal dispositivo emerge come anche il secondo piano anticorruzione relativo al triennio 2015-2017 potrebbe risultare affetto dai medesimi vizi procedurali”.
In merito all’informativa del Comune di Roma, Giancarlo Cosentino della Cisl FP, solleva delle perplessità: “La sentenza dice che l’atto adottato deve essere dichiarato nullo. Noi – sottolinea Cosentino – non siamo contro il Piano anticorruzione che pero’ deve essere utilizzato secondo lo spiriti della legge. Non quindi come elemento punitivo, ma di natura preventiva. Deve richiedere formazione e avvicendamento del personale nelle funzioni attraverso la formazione”.

Il trasferimento interessa anche gli agenti della Polizia locale. “La totale bocciatura dei trasferimenti illegittimi a cui furono sottoposti i vigili di Roma Capitale – dichiara Marco Milani, Coordinatore Romano Ugl Polizia Locale – era un epilogo annunciato. Come in altri casi in cui il Comando ha dovuto fare retromarcia, uno su tutti l’obbligo di lavorare nei giorni festivi infrasettimanali o il tentativo di trasferire dirigenti sindacali, sono dovute intervenire delle sentenze per riaffermare dei diritti lesi da una capacità gestionale che rasenta l’improvvisazione. Ci auspichiamo che ‘de futuro’, ogni eventuale decisione sul Corpo venga presa con competenza e condivisione con le parti sociali, in tal senso riteniamo che il lavoro del Commissario Tronca possa rappresentare una garanzia”.