martedì 12 dicembre 2017 20:37:54
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Petizioni e referendum senza quorum
M5s porta “Rousseau” in Campidoglio

4 aprile 2017 Cronaca, Omniparlamento, Politica

La maggioranza capitolina ha presentato stamattina in Campidoglio una proposta di modifica allo statuto di Roma Capitale che mira a garantire partecipazione e trasparenza, introducendo gli strumenti di democrazia diretta. La proposta di delibera è centrata su quattro pilastri: petizioni online, referendum senza quorum, bilancio partecipativo e proposte di delibera d’iniziativa popolare. 
“Stiamo lavorando e sono tanti anni che combattiamo perché i cittadini siano autorizzati a partecipare. È una battaglia lunga – ha detto l’assessore a Roma Semplice Flavia Marzano – Il nostro portale oggi non è accessibile, lo stiamo ristrutturando in modo che lo sia. Nessuno deve restare indietro, ma ci sono troppi cittadini che in internet non sono mai andati. Roma è semplice solo se diventa il luogo dove i diritti e i doveri sono facili per tutti e dove tutti possono contribuire e attraverso questo strumento sarà possibile”.
A illustrare i punti il consigliere M5s e presidente della commissione Riforme Roma Capitale Angelo Sturni che ha detto: “Abbiamo deciso di introdurre strumenti di democrazia diretta nello statuto di Roma Capitale. Il primo punto riguarda le Petizioni popolari elettroniche: è un diritto già previsto nell’ordinamento italiano e garantito anche dalla costituzione, ma non è stato mai applicato. Il M5s in meno di un anno di governo della Capitale, lo fa. Ci siamo ispirati al modello delle camere inglesi: i cittadini potranno presentare le petizioni popolari direttamente in assemblea capitolina. Secondo punto: referendum senza quorum perchè in questi anni tanti referendum sono andati persi per mancato quorum.
Parliamo del quorum di partecipazione che rende valido il voto referendario. Ma la proposta per essere presentata ha bisogno di un numero di firme uguale a quello già previsto dallo statuto vigente, pari a 30mila firme circa, cioè l’1% della popolazione residente. Inoltre abbiamo introdotto anche il referendum propositivo. Altro strumento che vogliamo mettere in campo, la sperimentazione del voto elettronico, come avviene negli Usa. Inoltre ci sarà la possibilità da parte dell’assemblea di proporre una controproposta. Lo strumento del Bilancio partecipativo è già usato in molti comuni d’Italia e darà la possibilità ai cittadini di responsabilizzarsi. Infine altro punto sono le Consultazioni online: vogliamo avviare il modello della piattaforma Rousseau anche sul sito di Roma Capitale. Questo consentirà all’amministrazione di comprendere le esigenze della città e dei cittadini. In cinque anni vogliamo passare a Roma da mafia capitale alla capitale della democrazia diretta”.
Rispetto al sistema d’identificazione online Marzano ha poi chiarito che “sarà garantito dal sistema Speed già in essere”.
“Questo è un momento storico, anche se molto probabilmente non verrà percepito come tale – ha spiegato il deputato Riccardo Fraccaro, membro del gruppo di supporto M5s agli enti locali – Lo è per il M5S, il cui fine ultimo non è entrare nelle istituzioni e governarle ma lasciarle al popolo attraverso strumenti di democrazia diretta, la cui regolamentazione cambierà il futuro del Paese. È una rivoluzione dolce, semplice e pacifica perché la democrazia diretra non vuole annichilire quella rappresentativa ma è il suo completamento naturale, la sua evoluzione, il suo completamento: oggi il sistema democratico attuale non rappresenta e non soddisfa più i cittadini, sono forme anacronistiche”.
Alla conferenza di presentazione stamattina in Campidoglio ha portato il suo saluto anche il sindaco di Roma Virginia Raggi.
A tal proposito il consigliere Sturni ha ricordato che la proposta di delibera era stata già presentata dal M5s, a prima firma dell’allora consigliera Raggi, nel corso dell’amministrazione Marino.