venerdì 18 agosto 2017 10:43:36
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Comune, scontro su stipendio Raineri
Polemiche tra M5s e opposizioni

13 agosto 2016 Omniparlamento, Politica

Il Movimento 5 Stelle difende il giudice: “Fucito guadagnava 263 mila euro”.

È scontro sullo stipendio del giudice Carla Raineri con l’opposizione che attacca l’amministrazione pentastellata. “Carla Romana Raineri è un giudice – scrive il M5s Roma su Facebook –  e come tale il suo stipendio è conforme all’imponibile complessivo che da magistrato ammontava prima a 207 mila euro. Questo è stato fatto: assicurare a un giudice, che ha il merito di aver investito tutta la sua carriera professionale nella lotta alla corruzione, lo stesso trattamento economico che percepiva in precedenza. A questo punto, gli attacchi giunti in queste ore dal Pd non possono non considerarsi un vero e proprio editto contro tutta la magistratura che combatte la mafia, il malaffare, e che combatte per la giustizia. Un atteggiamento vergognoso che ci riporta al peggior berlusconismo. Del resto di cosa dobbiamo stupirci: è evidente che un giudice, a chi per 20 anni si è mangiato Roma con Mafia Capitale, da’ molto fastidio…Senza contare che il Pd prende un abbaglio anche quando confronta, ad esempio, lo stipendio della Raineri con quello che percepiva Luigi Fucito (di Marino), che a differenza di quanto scritto da diversi giornali guadagnava ben 263 mila euro: 190mila da funzionario del Senato e 73 mila in Campidoglio. La verità è che i partiti hanno inaugurato l’era della doppia poltrona, noi quella della legalità, in cui un giudice rispettabile viene pagato per le sue qualità e competenze”. “Il Movimento 5 Stelle non si avventuri in spericolate considerazioni pur di giustificare i quasi 200.000 euro garantiti al Capo di Gabinetto Rainieri del Sindaco Raggi. Invece di evocare fantomatici editti contro la magistratura spieghino ai cittadini romani l’ennesimo tradimento di quel bagaglio di retorica anticasta sulla quale hanno costruito il loro successo. La Magistratura italiana non ha certo bisogno di essere reclutata alla causa (persa) grillina, anzi ci chiediamo cosa ne pensano gli organi di autogoverno dei magistrati della strumentalizzazione montata ad arte dai giannizzeri romani di Grillo, Di Battista, Di Maio e direttorini vari per
giustificare l’ennesimo schiaffo ai loro elettori”,  attacca in una nota l’esponente del Partito Democratico di Roma, Giovanni Zannola.