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COMUNE, DIPENDENTE ARRESTATA PER APPALTI CAMPI ROM: “SIAMO LE UNICHE POTENTI”

21 giugno 2016 Politica

“Fulcro del dipartimento e punto di riferimento della maggior parte delle vicende corruttive”. E' la descrizione scritta nell'ordinanza di custodia cautelare a carico di sei persone che il gip di Roma, Flavia Costantini, fa di Emanuela Slavatori, funzionario direttivo dell'Area Inclusione Sociale dell'Ufficio Rom, Sinti e Caminanti del dipartimento Politiche Sociali, indagata nell'inchiesta su un presunto giro di mazzette per l'affidamento di lavori nei campi nomadi della Capitale. Riferendosi a due collaboratori della Salvatori, finiti agli arresti domiciliari, il gip scrive: “I collaboratori individuati hanno dimostrato di svolgere la loro attività lavorativa in totale e continuo dispregio degli interessi pubblici, così da dimostrare un sistema di corruzione diffuso e radicato nell'ufficio del comune di Roma. Emblematica, a riguardo, una intercettazione finita agli atti del processo. “Io ed Emanuela -dice Alessandra Morgillo, dipendente del comune finita ai domiciliari, rivolgendosi a Roberto Chierici- siamo le uniche potenti che stiamo a risolve tutto”. Per quanto riguarda gli imprenditori coinvolti, riferendosi a Roberto Chierici, il magistrato scrive: “Roberto Chierici ha dimostrato una peculiare attitudine a delinquere dimostrata oltre che nella capacità penetrativa della burocrazia comunale del dipartimento politiche sociali, concretizzatasi negli accordi corruttivi con la Salvatori e la Morgillo, anche nella spregiudicata ricerca del sostegno politico, ottenuto da parte dell'allora capo segreteria del capogruppo del Pd in seno all'assemblea Capitolina Francesco D'Ausilio, Calogero Salvatore Nucerea, e dello stesso consigliere comunale D'Ausilio, al fine di ottenere vantaggi per lo svolgimento della propria attività imprenditoriale”