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Raggi e Bertolaso con giovani disabili
Tour in metro da Termini a Flaminio

23 aprile 2016 Politica

I due candidati a sindaco di Roma hanno accolto l’invito dei giovani disabili. Un viaggio dalla stazione Termini a piazzale Flaminio, muovendosi con la metro A, per ascoltare e confrontarsi con i problemi quotidiani di chi è costretto a muoversi su una sedia a rotelle, tra ascensori, scale mobili e dislivelli tra vagoni e banchine, e chiede una “Roma a misura di disabile”. Ad accompagnare nell’iniziativa Claudio Palmulli, figlio di Maurizio, il Mister Ok che a Capodanno si tuffa nel Tevere, e Isabella, giovani disabili, sono stati stamattina i candidati sindaco Virginia Raggi (M5s) e Guido Bertolaso (Fi). Secondo Claudio e Isabella “siamo molto indietro rispetto ad altre città, come New York, Londra. Se devi andare a mangiare una pizza dobbiamo sempre contare su una persona. Una volta arrivati qui in metro non c’è un montacarichi per portarci in superficie”. Per Raggi “Roma deve essere di tutti”, e aggiunge: “Abbiamo trovato metro non accessibili. Quello che dobbiamo fare è copiare le buone pratiche. Dobbiamo favorire una città accessibile in piena autonomia dai disabili. Dobbiamo restituire dignità a queste persone. Ci sono scale mobili intelligenti per l’utilizzo promiscuo di persone, anche per disabili”. Mentre per Bertolaso “Roma è stata per decenni un punto di riferimento per l’innovazione anche in campo sociale. Siamo riusciti a distruggere pure questo primato. Questo tema credo sia uno dei punti fondamentali per far ripartire la città anche dal punto di vista della dignità della persona”. E sottolinea: “C’è una legge, la 104 del 1992, che obbliga l’amministrazione ad attivarsi per risolvere questo problema su sollecitazione dei disabili”. Ha ricordato poi la Raggi: “Abbiamo fatto approvare piano per abbattimento delle barriere architettoniche in commissione ma poi la maggioranza non l’ha approvato in Aula”. E ha chiosato: “Bertolaso è andato via congedandosi con un ‘speriamo le cose cambino’. Da un candidato sindaco non si può accettare una parola come speriamo, il candidato sindaco deve impegnarsi in prima persona non sperare. E soprattutto non può dire ai disabili di impegnarsi di più. I politici devono impegnarsi a far applicare le leggi”.