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Comunali, Marino: “Sto riflettendo”
“Non mi piace lasciare lavoro a metà”

4 febbraio 2016 Politica

Dai due anni al governo della città in Campidoglio alle primarie del centrosinistra con gli  attuali candidati del Pd, Roberto Giachetti e Roberto Morassut, ai rapporti con il premier Matteo Renzi, arrivando alla recente “Affittopoli” fino alla sua decisione sulla possibilità di scendere in campo. L’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervistato da RepubblicaTv, torna a parlare di Roma e della sfida per le prossime comunali nella Capitale. “In questo momento non c’è nessuna scadenza, nessuna rivelazione da fare. Non c’è nessuna candidatura – risponde l’ex primo cittadino alla domanda su una sua possibile candidatura.  Molte persone chiedono un mio impegno: a me dispiace lasciare una operazione incompiuta e su questo quando sarà il momento dirò la mia. Ci sono molti modi per non lasciarla incompiuta”, ha aggiunto l’ex primo cittadino. “In questo momento io sto riflettendo su quello che abbiamo fatto durante i nostri 28 mesi di governo. Sono straordinariamente orgoglioso di molti dei miei assessori. Il motivo per cui sono qui oggi dimostra quanto sia stato dirompente e importante rispetto al passato il lavoro fatto dalla nostra amministrazione”. E a chi chiede se la sua candidatura fosse una “vendetta” nei confronti del Pd, Marino ha risposto:  “Ho passato 30 anni in sala operatoria a tentare ogni giorno e ogni notte di salvare le vite delle persone. Si immagini se io possa fare qualcosa per vendetta. E’ un sentimento che non conosco così come non conosco il risentimento”. L’ex sindaco ha poi ribadito che, a prescindere dalla sua decisione sulle prossime comunali, non parteciperà alle primarie del Pd “perchè le ho già fatte nel 2013. Le primarie sono un patto con i cittadini e con il partito che le sostiene. Quello stesso partito democratico di Renzi che due anni dopo è andato dal notaio con gli eletti della destra per allontanare il sindaco che aveva vinto le primarie e anche le elezioni. Siccome questo patto mi pare sia stato rotto dal partito, io a queste primarie non sento di dover partecipare”. E sui due candidati attuali, Roberto Giachetti e Roberto Morassut, Ignazio Marino commenta: “Non conosco i loro programmi. Sulle idee, non conoscendole non posso commentare. Quando ce le faranno conoscere le commenteremo”. Parlando della recente “Affittopoli” “mi stupisco che di temi come questo i cosiddetti candidati di sinistra alle primarie per il sindaco di Roma non ne parlino perchè hanno avuto ruoli importanti sia nel governo Rutelli sia nel governo Veltroni”.  “Ciò che il commissario del governo Renzi ha astutamente portato alla ribalta è” un lavoro “che l’assessore Cattoi ha messo online sul sito del Comune nel marzo 2015, e quindi un anno fa. Oggi – continua Marino sempre su “‘Affittopoli’ – tutti i giornali italiani mi pare se ne stiano occupando e per me è una soddisfazione perchè era uno degli elementi sui quali avevo concentrato non solo la mia consiliatura ma anche il futuro della città”. Infine, sui rapporti con il premier Matteo Renzi, l’ex primo cittadino ha concluso: “Ritengo che il sindaco della Capitale debba parlare con il presidente del proprio Paese. Sono sorpreso che questo tipo di sensibilità non alberghi nell’animo del capo del governo dal momento che quando esplose la vicenda di Mafia Capitale con gli arresti in partiti di sinistra e di destra io cercai un colloquio con il presidente del Consiglio che non rispose mai nè alle mie telefonate nè ai miei sms. Non rispose neanche quando io gli chiesi un incontro per la questione importantissima dell’organizzazione del Giubileo. Evidentemente il presidente del Consiglio avrà avuto i suoi motivi per non avere nessun dialogo con la Capitale d’Italia. Non credo di aver mai rifiutato il dialogo con nessuno.