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Raggi: “Giachetti si vergogna del Pd”
La replica: “Lei ‘Casaleggio Associati'”

26 maggio 2016 Omniparlamento

Intanto Luxuria attacca la candidata M5S: “Ha detto no al gay village”

“Dall’inizio della campagna il Pd (e non solo) le sta provando tutte e oltre alle diffamazioni prova anche a nascondere il suo simbolo. Date un’occhiata ai post, alle locandine e ai manifesti di Roberto Giachetti: tutti senza il logo Pd. Sapete perché? Perché se ne vergogna”. Così su Facebook la candidata M5S, Virginia Raggi.
“L’ultima dimostrazione è arrivata ieri, durante una riunione per stabilire le regole di ingaggio al confronto Sky, in programma il prossimo 31 maggio. Sembra che dal Pd abbiano chiesto esplicitamente di non citare il Partito democratico nel sottopancia che verrà attribuito a Giachetti. E’ stato un ricatto vero e proprio: o così, oppure noi non ci siamo. In alternanza – continua Raggi – sembra abbiano preteso che sotto Roberto Giachetti compaia la sola dicitura ‘candidato del centrosinistra’, perché loro – dicono – sono una coalizione. Questo è vero, per presentarsi infatti hanno fatto un’ammucchiata di liste senza precedenti. Ci stanno tutti: ex trombati, riciclati, ex di Alemanno e Berlusconi (andatevi a cercare Valerio Lipardi, Rocco Belfronte ed Elisabetta Campus, chi sono e da dove vengono). Tutti sul carrozzone, ma guai a dire che la targa è del Pd. Eppure per quanto possa provare a nascondersi Giachetti è iscritto a un partito specifico, il Pd, e fa parte di un gruppo parlamentare specifico, il Pd, percependo, ancora oggi, un lauto stipendio di deputato (circa 20 mila euro al mese) proprio perché siede in Parlamento con il Pd (a proposito, ma perché non si è dimesso per candidarsi a sindaco?)”.
“Ora – prosegue il post – io posso pure capire che il Pd avendo praticamente un programma uguale alla destra, mirato a privatizzare ogni servizio pubblico della città a partire da Atac e Ama, provi quanto meno a consolarsi col nome, però qui siamo al ridicolo. Un partito che si permette di dare persino lezioni di moralità, quando della morale ne ha fatto carta straccia, che si vergogna di se stesso tanto da nascondere il simbolo. A Roma si vergogneranno di cosa secondo voi? Di essersi mangiati la città più bella del mondo insieme alla destra? Di Mafia Capitale? Di aver ricevuto finanziamenti da Buzzi e Carminati? #IlPdSiVergognaPerché Dite la vostra. E magari, se se la sentono, si esprimessero anche Giachetti e la Meloni (pure quest’ultima ha chiesto di non essere etichettata come esponente della ‘destra’ o ‘di Fratelli d’Italia’, ma di ‘centrodestra’)”.
“P.s. ringrazio nuovamente la redazione di Sky e il direttore Sarah Varetto per averci dato questa opportunità di un confronto corretto, con chiare regole e concentrato sui temi. E’ quel che chiede il M5S da sempre: parlare di temi e in questo caso di Roma. Il mio sì al confronto, a differenza di quanto minacciato dal Pd, è ovviamente incondizionato. Ci vediamo il 31 e sarà un piacere sbattere in faccia a questi trasformisti dell’ultima ora la realtà che non riescono ad accettare, ovvero che siamo sul punto di mandarli a casa una volta per tutte. È la nostra occasione. E Roma sarà solo l’inizio”, conclude il post.

Non si fa attendere la risposta del candidato del centrosinistra, Roberto Giachetti (Pd).  “Ricordo umilmente a Raggi – ha detto il vicepresidente della Camera a margine della presentazione del programma – che ho partecipato alle primarie della coalizione di centrosinistra e le ho vinte: io sono il candidato certamente del Pd ma anche di altre sei liste. Che nel dibattito televisivo io venga rappresentato unicamente come candidato del Pd è un’offesa verso i partiti della mia coalizione e una pretesa singolare. A questo punto dovrei chiedere di mettere sotto al nome della Raggi la scritta ‘Casaleggio Associati’. Il problema non è mettere una targhetta in televisione ma firmare un contratto in cui è prevista una penale da 150.000 euro se non ci si attiene a esso”.

Intanto Virginia Raggi a sua volta viene attaccata da Luxuria. “Quest’anno festeggeremo al gay village con due grandi donne, che sono Micaela Campana e Monica Cirinnà, per l’approvazione delle unioni civili- ha detto su Radio Cusano Campus – Poi abbiamo chiesto a Raggi, Fassina, Giachetti di venire il 2 giugno a confrontarsi non tra di loro, ma con la comunità gay, per chiedergli cosa intendono fare per Roma su certe tematiche come bullismo, prevenzione, aggregazione, lotta alle discriminazioni. Lo abbiamo chiesto a loro tre perché abbiamo escluso i candidati che hanno detto stupidaggini come ‘se diventerò sindaco non celebrerò le unioni gay’, come Marchini o Meloni. Verranno solo Giachetti e Fassina, Virginia Raggi purtroppo ha declinato l’invito”.

“Lei dice che aveva altri impegni, ma secondo me il motivo è un altro – ha aggiunto Luxuria – Lei sta già facendo l’occhiolino agli elettori di destra. E’ chiaro che al ballottaggio tutti quelli di destra voteranno per lei, anzi penso che a tifare per Virginia Raggi già da adesso non ci siano solo gli elettori del Movimento Cinque Stelle. Anche Salvini vuole la vittoria di Virginia Raggi. Vuole essere l’unico leader della destra, ha bollito Berlusconi e ora sotto sotto spera nella sconfitta di Giorgia Meloni, che perdendo a Roma perderebbe tantissima credibilità. Salvini non vuole che vinca la Meloni, Salvini tifa Raggi e Virginia mantiene il piede in due staffe e non verrà al gay village perché teme di perdere i voti della destra. Il Movimento Cinque Stelle già al suo interno ha tante simpatie destrorse”.
Vladimir Luxuria ha parlato anche della nuova edizione del gay village: “Le novità dell’edizione di quest’anno? Apriamo prima, il primo giugno.E poi abbiamo accolto l’appello del ministro Giannini, di tenere aperte le scuole d’estate. Trasformeremo il gay village in un gay village collage. Sarà una grande aula in cui insegneremo la musica, il divertimento, il rispetto reciproco. E ci saranno anche delle lectio magistralis. Io ovviamente farò la preside. Si parlerà anche di educazione sessuale e educazione civica cercando di abbinare l’impegno al divertimento”.