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Colosseo, nasce il parco archeologico
Avrà direttore autonomo scelto con selezione

10 gennaio 2017 Cronaca, Cultura, Omniparlamento, Politica

Nasce il Parco Archeologico del Colosseo che insieme all’Anfiteatro Flavio comprenderà anche il Palatino, il Foro e la Domus Aurea. Lo ha annunciato il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini. A ‘capo’ del nuovo polo turistico ci sarà un direttore ‘autonomo’ scelto con selezione internazionale anche per il luogo più visitato d’Italia.  Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha illustrato questa mattina il decreto di riorganizzazione della Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area Archeologica Centrale di Roma e della Soprintendenza Speciale Pompei.
Il decreto dà attuazione a una specifica disposizione legislativa, l’articolo 1, comma 432, della legge di bilancio 2017, riguardante la Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale e la Soprintendenza speciale di Pompei.
Il principale obiettivo del decreto è l’adeguamento di queste due Soprintendenze a tutti gli standard internazionali in materia di istituti e luoghi della cultura, completando così l’articolato processo di riforma del Ministero avviato nel 2014.
Nell’ambito della struttura del Mibact, le due Soprintendenze speciali di Roma e di Pompei presentano tratti peculiari: entrambe sono chiamate a svolgere non solo i fondamentali compiti di tutela ma anche numerose e complesse funzioni di gestione e di valorizzazione di alcuni tra i siti più importanti del mondo, quali il Palatino, il Foro romano, il Colosseo e l’area archeologica di Pompei.
Anche per queste ragioni le due Soprintendenze speciali di Roma e di Pompei non subirono alcuna modifica durante la prima fase della riforma. Tuttavia già con il decreto sull’organizzazione e sul funzionamento dei musei statali (dicembre 2014) furono sottoposte a molte delle norme previste per i musei, incluse quelle sugli organi (consiglio di amministrazione, comitato scientifico e collegio dei revisori). Anche gli interventi del 2015-2016 hanno compiuto alcuni adeguamenti: a) sono stati individuati e resi autonomi, tra i siti assegnati alle Soprintendenze speciali, ulteriori istituti di rilevante interesse nazionale, come il Museo nazionale romano e il Parco archeologico di Ercolano; b) i confini della Soprintendenza di Roma sono stati ridefiniti e ristretti al territorio della città entro le mura aureliane (corrispondente all’area del sito Unesco); c) i confini della Soprintendenza di Pompei sono stati significativamente ridotti, in modo da concentrare le attività di tale struttura sull’area archeologica e su altri istituti o luoghi della cultura ad essa connessi; d) infine, ai due Soprintendenti – come anche ai direttori dei neo-istituiti parchi archeologici di Ercolano, Campi Flegrei, Appia antica, Ostia antica – sono state attribuite, per il territorio di rispettiva competenza, le funzioni proprie delle Soprintendenze uniche Archeologia, belle arti e paesaggio. A partire dal dicembre 2014, l’organizzazione delle due Soprintendenze speciali è stata perciò adattata in modo graduale, ma non integrale, al nuovo assetto istituzionale del Ministero finalizzato, in accordo con l’articolo 9 della Costituzione, a meglio articolare le funzioni di tutela e di valorizzazione del patrimonio culturale. Questo nuovo provvedimento completa gli interventi organizzativi sulle due Soprintendenze speciali. In particolare, in attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, sono definiti come parchi archeologici i siti di Pompei e del Colosseo.
L’intervento sulla Soprintendenza speciale di Roma. Al fine di adeguare la Soprintendenza speciale di Roma agli standard internazionali in materia di musei e luoghi della cultura, il decreto prevede due principali misure:
1) l’istituzione del Parco archeologico del Colosseo;
2) la conseguente riorganizzazione della Soprintendenza speciale di Roma.
L’istituzione del Parco archeologico del Colosseo
Nasce il Parco archeologico del Colosseo, i cui confini coincidono con l’area di cui all’Accordo tra il Ministero e Roma Capitale per la valorizzazione dell’area archeologica centrale sottoscritto in data 21 aprile 2015. Al Parco sono espressamente assegnati l’Anfiteatro Flavio, il Foro romano, il Palatino, la Domus Aurea e la Meta Sudans, nonché ogni altro monumento o immobile, ricompreso nell’area archeologica dell’Accordo, già di competenza della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale.
Il Ministero rende così più semplice, per quanto di propria competenza, l’attuazione del citato Accordo. Viene infatti stabilito che il Direttore del nuovo Parco sarà il solo soggetto del Ministero ad essere competente sull’area compresa nell’Accordo e agirà quale unico interlocutore con il Comune di Roma, anche con riferimento alla tutela dei siti e degli immobili di interesse culturale di proprietà comunale ivi compresi.
Il nuovo Parco archeologico del Colosseo consentirà al Ministero di avere una struttura dirigenziale di livello generale dedicata esclusivamente alla tutela, alla gestione e alla valorizzazione dei siti più visitati d’Italia..
Al nuovo Parco si applicheranno tutte le disposizioni già dettate per i musei e i parchi archeologici di rilevante interesse nazionale. Il direttore sarà individuato mediante apposita procedura di selezione pubblica internazionale. L’istituzione del Parco è resa possibile dalla soppressione di una posizione dirigenziale di livello generale presso il Gabinetto del Ministro.
Le risorse da biglietti del Parco contribuiranno:
– per un 30% alla tutela di tutto il patrimonio culturale di Roma;
– per un 20%, come già avviene dal 2015 per tutti i musei e i luoghi della cultura dello Stato, al sostegno dell’intero sistema museale nazionale.
La riorganizzazione della Soprintendenza speciale e la creazione di un’unica Soprintendenza per Roma
La Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale, in conseguenza della istituzione del Parco archeologico del Colosseo, è ridenominata Soprintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma. Oltre al cambio di nome, il decreto compie quattro interventi:
1) vengono ridisegnati i confini della Soprintendenza speciale, in modo da comprendere l’intero territorio del Comune di Roma. Viene quindi soppressa la relativa Soprintendenza ordinaria, ufficio dirigenziale di livello non generale, le cui strutture e il cui personale confluiscono nella Soprintendenza speciale. In tal modo, il Comune di Roma avrà un unico interlocutore statale in materia di tutela del patrimonio culturale, fatte comunque salve le competenze dei direttori di musei e parchi archeologici presenti nel medesimo territorio;
2) è meglio definita l’organizzazione della Soprintendenza, stabilendo che essa dovrà articolarsi in aree funzionali sia per la tutela che per la valorizzazione.
3) è mantenuta la autonomia speciale della Soprintendenza;
4) per assicurare il buon andamento della Soprintendenza, viene individuato un apposito meccanismo di finanziamento. In particolare, alla Soprintendenza speciale è trasferita una quota pari al 30% degli introiti complessivi annui del Parco archeologico del Colosseo prodotti da biglietti di ingresso, al netto dell’eventuale aggio. In altri termini, se si considera che, per il 2016, l’importo degli introiti complessivi annui derivanti da bigliettazione da Colosseo, Palatino, Foro romano e Domus aurea è, al netto dell’aggio concessorio, di circa 35-36 milioni di eur (con lieve aumento rispetto agli anni precedenti), la Soprintendenza speciale disporrà di un finanziamento stabile pari ad almeno circa 11 milioni di euro annui; importo che si aggiungerà comunque ai trasferimenti che saranno assicurati dal Ministero (come avviene per tutte le Soprintendenze) e ad ogni altra eventuale risorsa (ad esempio, da donazioni o sponsorizzazioni).