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COLOSSEO, CPI: DOMICILIARI A DI STEFANO E OBBLIGO DI FIRMA PER ALTRI TRE

1 ottobre 2016 Cronaca, Politica

“Domiciliari per il vicepresidente di CasaPound Italia Simone Di Stefano e obbligo di firma per gli altri tre militanti del movimento arrestati per aver resistito passivamente allo sgombero di due famiglie italiane con anziani e disabili dallo stabile di via del Colosseo 73 dove vivevano da oltre trent’anni, pagando peraltro un’indennità di occupazione al Comune”. Così una nota Casapound.
“Si aggiunge vergogna a vergogna – sottolinea il leader di Cpi Gianluca Iannone – Dopo un arresto immotivato e brutale di persone che non avevano fatto alcuna resistenza, si perpetua l’ingiustizia confermando misure che non hanno ragion d’essere. A dimostrare come sono andati i fatti e le menzogne che la polizia municipale ha avuto il coraggio di mettere nero su bianco in un comunicato stampa ci sono le immagini video che invito tutti a guardare. In primis la sindaca Virginia Raggi, diretta responsabile del comportamento dei vigili, che non hanno esitato a malmenare, ammanettare e arrestare perfino un invalido civile come il signor Massimo, uno degli occupanti, genitore di un bambino con disabilità, che non aveva opposto resistenza alcuna e stava difendendo la sua casa”. “A questo proposito colgo l’occasione per ringraziare quei pochi uomini liberi che hanno avuto il coraggio di schierarsi a viso aperto con CasaPound e le famiglie italiane contro gli abusi di potere e la prepotenza. A cominciare dall’onorevole Massimo Corsaro, che ha annunciato un’interrogazione al ministro Alfano in cui tra l’altro chiede conto del lancio in strada di suppellettili di vario genere da parte dei vigili urbani entrati nello stabile, rimarcando come il successivo comunicato della Polizia di Roma Capitale accusasse gli occupanti di essere i responsabili del gesto”, conclude.