martedì 24 aprile 2018 14:32:53
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CASSINO, BANCHETTO FINISCE CON PESTAGGIO RISTORATORE CHE PORTA CONTO: 3 ARRESTI

21 febbraio 2018 Cronaca

Estorsione continuata e aggravata, lesioni personali gravi in concorso. Per questi reati sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri della compagnia di Cassino comandata dal capitano Ivan Mastromanno tre uomini di etnia rom residenti in città. Ai domiciliari su ordine di custodie cautelari emesse dal gip del tribunale di Cassino sono finiti ai domiciliari Guglielmo Morelli 30 anni nato a Santa Maria Capua Vetere, residente a Cassino, già noto per reati di violenza e minaccia a P.U., ricettazione, danneggiamento e minacce, rapina ed altro; Angelo Morelli, 21 anni nato a Santa Maria Capua Vetere, residente a Cassino, già noto per i reati di lesioni e minacce e guida senza patente; Antonio Morelli, 42 anni nato a Capua (CE) residente a Pignataro Interamna, già noto per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di monete. I fatti a loro contestati risalgono alla notte del 22 luglio dello scorso anno , quando un gruppo di nomadi, si staccava dal banchetto che si stava svolgendo in un ristorante del cassinate e si presentava al bancone del bar dove, dopo aver consumato una ventina di caffè e altrettanti bicchierini di liquore (versandosi personalmente gli alcolici e qualcuno introducendosi anche dietro al bancone per prepararsi il caffè), hanno aggredito violentemente il proprietario che chiedeva loro il pagamento delle consumazioni. L’uomo è stato prima fatto oggetto di una gragnola di suppellettili e poi con spintoni, schiaffi e pugni è stato scaraventato a terra e colpito con due violentissimi calci alla testa. Inoltre, uno degli indagati, con una bottiglia cercava di colpire al capo la vittima. I tre arrestati di oggi, che nell’occasione si sono dimostrati i più facinorosi, erano comunque spalleggiati da un folto gruppo di soggetti di etnia rom che durante la baruffa hanno causato anche diversi danni al locale, arrivando a scardinare una porta interna compresa di infissi, al fine di raggiungere la vittima che nel frattempo si era rifugiata nel retro del locale. Nel corso dell’aggressione, i rom hanno malmenato anche personale del ristorante che aveva cercato di proteggere il titolare e questi non riportava altre e più gravi lesioni, grazie all’intervento di uno dei cuochi che è riuscito a sottrarlo alla furia omicida del gruppo, chiudendolo in un bagno. A questo punto, gli aggressori, intuito che da lì a qualche minuto sarebbero giunte le Forze dell’Ordine, si dileguavano prima del loro arrivo. Sul posto sono arrivate, infatti, diverse pattuglie, che non riuscivano nell’immediatezza dei fatti a rintracciare gli aggressori, quindi procedevano alle operazioni di sopralluogo e identificazione dei testi per poi procedere alla ricostruzione dei fatti. Nella circostanza i militari hanno appreso che i rom, oltre a non pagare le consumazioni al bar, non avevano nemmeno pagato il saldo del banchetto che si aggirava intorno alle 600/700 euro. La vittima, accompagnata presso il locale pronto soccorso, è stata riscontrato affetto da frattura ossa nasali con prognosi di 15 giorni, mentre uno dei camerieri ha riportato una ferita del cuoio capelluto, con prognosi di 7 giorni, poiché attinto durante la gragnola di suppellettili. Ad incastrare il gruppo violento anche alcuni commenti postati dai sospettati su “facebook”. Il movente della grave aggressione va ricercato nel fatto che il ristoratore aveva negato il festeggiamento di banchetti presso il suo locale organizzati da appartenenti alla famiglia rom, sicuramente a seguito di esperienze negative, nonché aveva preteso ed ottenuto, comunque, per il banchetto poi svolto – prenotato con l’inganno da persone di cui la vittima si fidava – un sostanzioso anticipo di circa 1.300 euro, con un saldo finale di circa 600/700 euro. Secondo gli investigatori , gli aggressori, per affermare la supremazia sulla collettività ed assoggettare gli inermi cittadini/commercianti alla loro volontà, misero in atto il grave assalto, ovviamente preordinato, poiché posto in essere alla minima reazione della vittima, per “lavare” il grave affronto.