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CASSA AMMENDE, CONSIGLIO DI STATO: VIA LIBERA A RIFORMA ENTE

24 gennaio 2017 Cronaca, Omniparlamento

Il Consiglio di Stato ha pubblicato oggi, 24 gennaio 2017, il parere favorevole della Sezione normativa sullo schema di statuto della Cassa delle ammende, ente pubblico previsto da una legge del 1932 per finanziare i progetti di rieducazione dei destinatari di condanne penali, di assistenza alle loro famiglie, di miglioramento delle condizioni carcerarie. Il Consiglio di Stato ritiene “altamente apprezzabile la volontà del Ministero di provvedere, dopo un arco temporale di 85 anni, ad una effettiva riforma del sistema”. Una riforma che“vede un suo elemento imprescindibile in un cambio di funzionalità, di gestione, di governance dell’ente a ciò preposto: la Cassa delle ammende”. Secondo il parere, attraverso la riforma in oggetto potranno “finalmente trovare effettiva attuazione” i valori contenuti nel principio di rieducazione della pena di cui all’articolo 27 della Costituzione. La Sezione normativa condivide l’estensione dei potenziali beneficiari degli interventi: non solo detenuti, ma anche destinatari di misure alternative alla detenzione, quali ad esempio le community sanctions, e delle iniziative di giustizia riparativa. Tali misure e iniziative si sono dimostrate più efficaci della restrizione carceraria a ridurre il tasso di recidiva, specialmente nel settore minorile. Nonostante un dettato apparentemente restrittivo della legge del 1932, il parere reputa che una sua “interpretazione costituzionalmente orientata” consenta tale estensione. Il Consiglio di Stato, oltre a fornire molteplici suggerimenti per il miglioramento dell’articolato, si esprime sul consiglio di amministrazione dell’ente, consigliandone una maggiore “apertura” ad esperti del settore, mentre oggi è composto soltanto da dirigenti ministeriali. Inoltre, la Sezione normativa sottolinea l’importanza di “una valutazione completa” dei programmi di intervento, che guardi “alla effettiva utilità del progetto, prima ancora che alla sua esatta confezione amministrativo-contabile”. A tale scopo, è necessario definire meglio le priorità di intervento e individuare indicatori – oggi assenti – in grado di monitorare l’efficacia dei finanziamenti concessi e l’effettivo raggiungimento delle finalità rieducative perseguite.