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CASO REGENI, GENITORI DEL RICERCATORE ASCOLTATI IN PROCURA

8 febbraio 2016 Cronaca

Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano scomparso al Cairo il 25 gennaio scorso e trovato cadavere dieci giorni dopo, non avrebbe mai accennato ai familiari di trovarsi in pericolo ma sarebbe comunque stato consapevole di trovarsi in un Paese dalla difficile situazione politica, specie nei giorni della ricorrenza della rivoluzione di piazza Tahrir. Sarebbe questo, in sintesi, quanto riferito dai genitori dello studioso al pm Sergio Colaiocco, titolare del fascicolo di indagine sull'omicidio dell'italiano. Obiettivo della procura, dove si è tenuto oggi un vertice sul caso, è quello di ricostruire la rete di conoscenze che Regeni aveva costruito al Cairo. Intanto, in attesa di sviluppi, gli inquirenti hanno ribadito che il giovane non aveva rapporti con i servizi segreti ma che si trattava solamente di un ricercatore attivo nel campo delle tematiche sociali ed economiche che riguardano l'Egitto.