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CASO REGENI, ASCOLTATE NEL FINE SETTIMANA AMICI E COLLEGHI DEL RICERCATORE

15 febbraio 2016 Cronaca

Sarebbero circa una trentina i contatti che Giulio Regeni avrebbe avuto ogni giorno con altrettanti amici, familiari e colleghi attraverso diversi social network. Decine di conversazioni quotidiane, alcune tenute anche su Skype, che sono attualmente al vaglio della procura di Roma, impegnata a fare luce sull'omicidio del giovane ricercatore friulano, trovato senza vita sul ciglio di una strada del Cairo. In attesa di ultimare gli accertamenti tecnici sulle conversazioni tenute in rete, si è tenuto oggi in procura una nuova riunione tra il pm Sergio Colaiocco, titolare dell'inchiesta sull'uccisione di Regeni, e gli investigatori del Ros e dello Sco. Nel fine settimana scorso, lo stesso magistrato ha inoltre ascoltato diverse persone legate al ventottenne friulano per amicizia o per ragioni di lavoro. Attività dalla quale sarebbe emerso un quadro ben preciso della vita condotta dal ricercatore in Egitto. Regeni, come già emerso, avrebbe avuto al Cairo una vita regolare, incentrata sul suo lavoro di ricercatore universitario, anche se stando alle testimonianze raccolte non avrebbe fatto mistero di un generale clima di pressioni nel Paese. Inviata formalmente dalla procura capitolina alle autorità egiziane una richiesta di rogatoria in lingua araba e inglese, la procura capitolina è ora in attesa di ricevere gli atti già formati dalle autorità egiziane. Intanto, potrebbe arrivare per il fine settimana la prima relazione medico legale del perito incaricato dell'autopsia di Regeni.