domenica 17 dicembre 2017 20:37:38
omniroma

CASO CALVI, ARCHIVIATA INCHIESTA SULLA MORTE DELL’EX PRESIDENTE BANCO AMBROSIANO

10 novembre 2016 Cronaca

Il giudice per le indagini preliminari di Roma ha archiviato l’indagine sulla morte di Roberto Calvi, ex presidente del Banco Ambrosiano, ucciso “mediante impiccagione”, a Londra, nel giugno del 1982. Nel motivare l’archiviazione delle posizioni di Licio Gelli, Hans Albert Kunz, Francesco Pazienza, Maurizio Mazzotta, Vincenzo Casillo e Flavio Carboni, il gip Simonetta D’Alessandro, ha sottolineato come la vicenda Calvi “non è affatto solo italiana, ed anzi il Paese appare connotato da una sovranità limitata, da un potere investigativo e cognitivo che si infrange, per lunghi anni, di fronte all’entità degli interessi -politici ed economici- in gioco. Interessi non certo italiani, non certo nazionali”. Lo stesso magistrato, inoltre, riconosce al pm Luca Tescaroli di aver “compiuto uno sforzo indiscutibile, ad onta della tesi inverosimile, e per tanto tempo coltivata, del suicidio; del tempo decorso; delle verità depistanti; delle sentenze assolutorie; della mancanza di collaborazione internazionale”. A chiedere l’archiviazione del procedimento era stato lo stesso pm titolare del fascicolo. Richiesta alla quale si era opposto il figlio di Roberto Calvi.
Concludendo sul lavoro del sostituto procuratore, il gip scrive: il pm “Ha parlato credibilmente di sistema economico integrato, ha proiettato sullo scenario del delitto presenze simbolo: Calò che è Cosa Nostra”, “Diotallevi e Casillo, che sono la banda della Magliana e la nuova Camorra organizzata, sodalizi, entrambi, al servizio della mafia Corleonese; Pazienza e Mazzotta, che sono il Sismi; Gelli, Carboni e Kunz che sono la loggia massonica P2; Marcinkus, che è lo Ior; che è Sindona; che è Calvi”. “Pur all’esito di un percorso investigativo imponente – prosegue il giudice in una altro passaggio delle sue conclusioni- incentrato soprattutto sul tentativo di avvicinare i portatori di moventi agli esecutori materiali il pubblico Ministero non ha potuto che fermarsi”, nel frattempo infatti presunti protagonisti della vicenda come Gelli e Kunz sono morti, mentre altri sono stati assolti nel processo conclusosi nel 2007. “Le prove -evidenzia ancora il giudice- erano sfuggenti” ed “emergevano tratti di condotte e non condotte organiche e unitarie”. Tra il 2005 e il 2011, Flavio Carboni, Giuseppe Calò, Ernesto Diotallevi, Manuela Kleinszig e Silvano Vittor erano stati assolti dall’accusa di concorso in omicidio.