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Capodanno, Bergamo: “Artisti pagati”
“Spirito festa è creare comunità”

27 dicembre 2016 Cultura, Politica, Spettacolo

Non si placano i malcontenti per il ‘mancato concertone’ di Capodanno ma a gettare acqua sulle polemiche è stato Luca Bergamo, assessore alla Cultura oltre che neo vicesindaco della Capitale.  “Gli artisti che fanno performance sono tutti professionisti e pagati, voglio chiarirlo perché ci sono state alcune polemiche al riguardo. Tra di loro ci sono Ascanio Celestini, Massimo Pulizza, Ambrogio Sparagna, la Junior Orchestra e altri, come letture di testo fatte da De Luca, Raimo, Affinati, nonché giochi per bambini – ha detto Bergamo – Faremo 24 ore d’attività. Il 31 sostituiamo il classico concerto con 15 installazioni e performance al Circo Massimo, tutto illuminato, a partire dalle 22. Alla mezzanotte ci sarà la musica dei cento violoncelli, dell’orchestra 100Cellos, con il countdown e poi continueremo con il Dj fino alle 2 di notte. Poi dalle 3-3.30 di mattina comincia un programma sui ponti della città, l’idea è quella di riunire la città lungo il Tevere e sui ponti: di notte per i nottambuli e al mattino per famiglie. Abbiamo voluto uno spettacolo dal vivo, in modo morbido. Da Castel Sant’Angelo a via Arenula creiamo una sola grande piazza sul Tevere: un chilometro di piazza con spettacoli di ogni genere e in cui gli artisti di strada potranno esibirsi liberamente e andare a cappello. Poi ci sono spazi riservati a scuole e amatori che vogliono farsi conoscere ma in modo non commerciale – ha aggiunto – Ponte della Musica e Ponte della Scienza, sono i fulcri della festa della mattina” del primo gennaio “Ponte Sisto e ponte Sant’Angelo sono i punti di riferimento dell’area centrale” del centro storico. Il programma è pensato per fasce d’età, ha ribadito il vicesindaco perché “Ciascuna ora ha il suo pubblico, quindi noi offriamo un antipasto di alba per i giovani, mentre al mattino quando escono di più famiglie con bambini e anziani, offriamo attività più per quel pubblico. Una specie di grande film che la vita culturale di questa città offre”. “Quando abbiamo pensato a questo evento lo abbiamo fatto con l’intento di creare una festa in cui le persone si conoscono e creano relazioni umane. Al fondo della crisi della città c’è un grande bisogno di riconoscersi, di sapere che si può vivere insieme. Le realtà che partecipano” al capodanno “hanno progettato insieme e si sono riscoperte per la prima volta: un patrimonio così vasto della città deve essere messo in connessione”, ha infine concluso.