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CANILI, ANAC: GESTIONE NON CONFORME, ATTI A PROCURA GDF E CORTE CONTI

27 dicembre 2016 Cronaca

L’affidamento della Gestione dei canili rifugio e delle oasi feline di proprietà di Roma Capitale non è stato conforme ai principi di efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità. Lo afferma in una delibera l’Anac che ha inviato atti in merito alla Procura, alla Corte dei Conti, nonché alla Guardia di Finanza. L’Anticorruzione ha inoltre disposto la convocazione del segretario generale di Roma Capitale e dell’assessore competente per il 18 gennaio prossimo.
L’istruttoria trae origine da alcuni esposti dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese Onlus relativi ad una procedura comparativa indetta da Roma Capitale con avviso pubblicato il 31 luglio per l’individuazione di organismi da convenzionare per la gestione dei canili rifugio e delle oasi feline di proprietà di Roma Capitale, nel periodo 1.2.2015-31.3.2016. In relazione a tale procedura, l’Avcpp aveva segnalato l’illegittimità della partecipazione da parte del costituendo Rti Cooperativa 29 Giugno soc. coop. sociale Onlus-29 Giugno Servizi società cooperativa, composto da soggetti privi del requisito minimo di pregressa esperienza richiesti dall’avviso pubblico, ovvero la pregressa gestione, nel triennio immediatamente precedente alla pubblicazione dell’avviso, di servizi analoghi a quelli oggetto di affidamento. A prescindere dall’aspetto segnalato dall’esponente, l’Anac ha ampliato l’istruttoria, approfondendo alcuni aspetti poco chiari, relativi in primo luogo al titolo in base al quale l’esponente Avcpp gestiva i canili (soprattutto quello della Muratella, il più grande di Roma) e, più in generale, alle modalità di affidamento del servizio di gestione dei canili di proprietà di Roma Capitale, sia in passato che per il futuro. L’Anticorruzione al termine dell’istruttoria rileva la sussistenza di “significative e sistematiche carenze nell’affidamento e nella gestione dei canili comunali di proprietà di Roma Capitale nel periodo ottobre 2001/aprile 2016”. Pertanto oltre ad evidenziare la non conformità “ai principi di efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità” oltre che “al principio di economicità della gestione delle risorse economiche pubbliche”, Anac “rileva la carenza di un’adeguata programmazione nell’attività di affidamento del servizio di canile; rileva la carenza di verifica dei requisiti di ordine morale di cui all’art. 38 del d.lgs. 163/2006 in capo agli operatori economici affidatari; rileva carenze nella fase di verifica dell’esecuzione del contratto con riguardo alla verifica di conformità della prestazione resa, prima della liquidazione del corrispettivo”.