mercoledì 26 luglio 2017 14:56:51
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Campidoglio, stop parità uomini-donne
M5S: modifiche per Giunta e Municipi

22 maggio 2017 Politica

Volge al termine in Campidoglio “l’era” della parità di genere, ovvero il principio che impone che uomini e donne siano ugualmente rappresentati all’interno degli organi di governo. Oltre alla trasformazione della commissione delle Elette in commissione Pari opportunità – con contestuale riduzione del numero delle rappresentanti – l’M5S, nella proposta di modifica dello statuto di Roma capitale, si appresta ad abrogare il principio di parità sia nella giunta capitolina sia nelle giunte dei municipi.
La proposta di modifica firmata da 17 consiglieri M5S, infatti, prevede che siano cambiati il comma 3 dell’articolo 25, quello che disciplina la composizione della giunta capitolina e il comma 21 dell’articolo 27, relativo alla giunte dei municipi. Nelle versioni attualmente in vigore, entrambi i commi stabiliscono che “fra i nominati è garantita la presenza, di norma in pari numero, di entrambi i sessi, motivando le scelte difformemente operate con specifico riferimento al principio di pari opportunità”. La nuova versione, invece, prevede solo genericamente che “fra i nominati è garantita la presenza di entrambi i sessi”.
Sulla vicenda le opposizioni annunciano battaglia in aula, dove il provvedimento arriverà una volta terminato il giro di pareri che dovranno arrivare dai municipi. Una volta in Assemblea capitolina, lo statuto potrà essere modificato con il voto favorevole dei due terzi dell’assise in prima battuta, poi, nel caso il quorum non fosse raggiunto, basterà la maggioranza assoluta.

“Ancora una volta ci troviamo a dover intervenire per ricordare alla maggioranza grillina in Campidoglio che per svolgere il ruolo di amministratori è indispensabile studiare e non lanciarsi in pericolose improvvisate dell’ultima ora”, hanno reagito le consigliere PD in Campidoglio.
“Oggi ci accorgiamo che, con la proposta di modifica dello statuto di Roma Capitale, con un vergognoso colpo di mano, vengono eliminate le parole chiave per la rappresentanza di genere e la parità di entrambi i sessi nelle giunte capitolina e municipali – hanno aggiunto le consigliere dem – Il comma 3 dell’art. 25 e il comma 21 dell’art. 27 attualmente in vigore, infatti, recitano che fra i nominati deve essere garantita ‘la presenza, di norma in pari numero, di entrambi i sessi’. Un atto per di più illegittimo dato che, con questa modifica, si superano le norme del Tuel, il Testo Unico degli Enti Locali. Non vorremmo che, con questa modifica, il Movimento 5 Stelle voglia creare un pericoloso precedente. Noi su questo daremo battaglia perché le faticose conquiste di questi anni in termini di rappresentanza non possono essere spazzate via da chi agisce senza conoscere le norme o, e sarebbe davvero più grave, seguendo un disegno. Ci aspettiamo che la prima sindaca donna di questa città richiami la sua maggioranza a ben più miti consigli”.