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Campidoglio, Sel riapre la porta a Marino Sul web 8mila firme: “Sindaco ripensaci”

9 ottobre 2015 Senza categoria

A meno di 24 ore dalle dimissioni del sindaco Ignazio Marino, è Sel a “riaprire” la porta all’ipotesi di una nuova collaborazione con il primo cittadino. “Un cambio di rotta, la verità, il rispetto del mandato” è quanto chiede infatti a Marino Gianluca Peciola, capogruppo dei vendoliani in Campidoglio. Elencando una serie di motivazioni in merito: “Perchè è stata fatta una operazione di potere inserendo nel Governo della città figure espressione diretta del Governo Renzi, perchè è stato violentato il voto del 2013 e cambiato in corsa il programma su cui ha ottenuto la fiducia – scrive su Facebook – perchè ha comunicato la privatizzazione di Ama e Atac in barba alla maggioranza e al vincolo di mandato, perchè nonostante il commissariamento politico del Pd nella Giunta, nonostante la presa diretta con il Governo Renzi non c’è stato nessun miglioramento per la città, perchè se conduci una battaglia sacrosanta per la trasparenza e la legalità mettendo addirittura sotto la lente di ingrandimento il salario accessorio dei dipendenti comunali, non puoi peccare sulla stessa materia etica che agiti a gran voce, perchè la città si governa, non si provoca, perchè noi non ci schieriamo negli scontri tra il blocco di potere del Pd che fa riferimento al sindaco e quello che fa riferimento a Renzi, perchè noi vogliamo andare avanti con il programma elettorale e di questo vogliamo essere custodi, perchè tutto questo e per molto ancora da dire, comunicare, agire”. Ma Peciola avverte che in mancanza di questo “può anche confermare le sue dimissioni. Niente di tutto ciò a cuor leggero, anzi, con il cuore pesante e un pensiero costante a ciò che sarebbe potuto essere, ai sogni mai realizzati, alle battaglie vinte stringendo sempre i denti, e a quelle che il sistema ha impedito di vincere. Sono convinto che questa consiliatura, anche grazie a Sel, abbia ottenuto risultati ai quali nessun centrosinistra si era mai nemmeno avvicinato. Ed per questo che il rammarico per gli errori del sindaco diventa più doloroso”.
Intanto su Change.org hanno superato quota 8mila firme le due petizioni lanciate ieri per chiedere a Marino di ritirare le dimissioni. Nella prima, avviata da Daniele Dezi, intitolata “Marino sindaco di Roma e dei Romani!”, a cui chiede: “Ritiri le sue dimissioni per favore!”. Nel testo si ricordano gli “oltre 50.000 voti alle primarie e 665.000 alle elezioni del 2013” e si afferma: “Non può smettere proprio ora che ha iniziato a rivoluzionare Roma. Lo faccia per tutti i romani che hanno capito il valore di tutto quello che è riuscito a fare in 27 mesi in cui è stato al governo di Roma”. “È vero, ha tante pecche – si legge ancora – ma sarebbe bene ricordare anche alcuni suoi pregi e tutti i risultati raggiunti in due anni che è al governo della città”, elencando poi una quarantina di punti in merito, dall’“aver chiamato la Guardia di Finanza il primo giorno che si è insediato”, per arrivare all’agenzia Fitch che “alza il ‘punteggio’ di Roma da negativo a stabile. In soli due anni”.
Analogo obiettivo e pressoché analogo elenco di “buoni motivi per firmare” per la petizione lanciata da Riccardo Pirrone, dal titolo “Ignazio Marino non si deve dimettere – #MarinoRipensaci”.
(09 Ottobre 2015)