lunedì 20 novembre 2017 22:22:25
omniroma

Biblioteca Nazionale, presentati nuovi spazi
80 km di scaffalature

3 febbraio 2017 Cronaca, Cultura, Omniparlamento

Nuove scaffalature per 80 km; adeguamento della struttura agli standard più innovativi di sicurezza, restyling della sala conferenze e nuovi servizi per gli utenti una nuova caffetteria e la riapertura del bookshop. Queste le novità previste nel piano di rinnovamento e valorizzazione della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, presentato questa mattina a Roma alla presenza del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. “Grazie al cospicuo aumento delle dotazioni finanziarie, stanziate appositamente dal Mibact, la Biblioteca ha potuto avviare la soluzione di problemi atavici che la contraddistinguono”, ha sottolineato il direttore Andrea de Pasquale, prima di elencare quanto fin qui non ha funzionato: “Il degrado contraddistingueva la biblioteca ed i servizi offerti non erano dei migliori: il servizio di bookshop era sospeso; l’area mostre non era utilizzata in continuità. Molti altri spazi erano male utilizzati, come la cavea esterna ed il parcheggio che fruttava 8 mila euro l’anno a fronte dei 220 mila di oggi”. Inoltre per la prima volta la Biblioteca ha voluto sperimentare lo strumento del Project Financing, un’assoluta novità per quel che riguarda le biblioteche. Ad aggiudicarsi la prima fase di procedura ed in seguito di realizzazione del progetto è stata la Rti Coopculture, Palazzo Carpegna e Stelf, per la presentazione di uno studio di fattibilità dei servizi integrati della durata di 10 anni. La seconda fase del progetto è stata invece dedicata alla riqualificazione degli spazi ed in particolare della caffetteria-ristorante dove verrà effettuato un servizio di ristorazione aperto ad ogni genere di pubblico. Sempre questa mattina ha aperto i battenti un nuovo tassello di Spazi900, il museo della letteratura del 900 che si arricchisce di una nuova area espositiva dedicata a Carlo Levi ed intitolata ‘Le attese del niente’. Da parte sua il ministro ha spiegato di aver solo “cercato di recuperare un colpevole ritardo per cui negli anni dei tagli alle risorse del ministero sono stati colpiti quei settori che avevano meno voce e consenso esterno: le biblioteche sono state drammaticamente penalizzate. Ho fatto quello che era doveroso fare, da un lato aumentando le risorse per la gestione ordinaria biblioteche e dall’altro inserendo in alcuni progetti nazionali investimenti significativi nel settore delle biblioteche”. “Bisogna investire in dei luoghi per cui io prevedo grande futuro. Ma se le biblioteche restano solo il luogo colto della conservazione libraria del paese e non diventano luoghi attraenti – ha concluso – difficilmente tengono il passo con i tempi. Se diventano luoghi attraenti sono destinate ad essere un grande fattore aggregante”.