giovedì 19 ottobre 2017 03:54:30
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Atac, Meleo: “Concordato giusto per rilancio”
Fascicolo in Procura per accertamenti

10 ottobre 2017 Lavoro/Sindacato, Politica

“Perché e come si è formato questo debito. Di chi è la responsabilità? Nell’assembea straordinaria che si è tenuta a Roma Capitale ai primi di settembre sulla gestione di Atac si è deciso di approvare un ordine del giorno, proposto dalla destra, per istituire una commissioni d’indagine sul debito di Atac. Credo sia un primo passo per scoprire le ragioni di questo indebitamento e fare chiarezza sulle responsabilità, anche perché l’apertura della procedura del concordato preventivo in continuità aziendale per Atac automaticamente presuppone l’invio di un fascicolo in Procura, così anche le responsabilità del passato saranno analizzate nelle sedi opportune”. Così l’assessore capitolino alla Mobilità, Linda Meleo, durante l’audizione presso la Commissione Lavori pubblici del Senato a proposito dei problemi gestionali di Atac spa.

“Perché il debito commerciale di Atac è rimasto così alto? Ci sono diverse ragioni, la prima è che in passato si è pensato che per svolgere una serie di attività (come i servizi di manutenzione) fosse più conveniente rivolgersi al mercato piuttosto che fare quelle cose all’interno dell’azienda, nonostante nell’ambito della manutenzione e delle maestranze Atac avesse al suo interno delle competenze specifiche. Questa scelta, che ha fatto perdere progressivamente le competenze interne, è stata forse troppo affretata per risolvere problematiche gestionali che forse era più complesso gestire – ha aggiunto – La seconda cosa che ha accresciuto il debito commerciale di Atac sono gli investimenti mancati. Negli ultimi 15 anni non sono stati effettuati investimenti straordinari sulle infrastrutture esistenti, in particolare su tram e metropolitane,  dunque si è maturato  un debito manutentivo che significa riduzione dei chilometri percorsi e quindi meno ricavi.  Perché il contratto di servizio che lega Roma Capitale ad Atac vede corrisposto un certo compenso per chilometro percorso. Perché nessuno ha fatto questo semplice ragionamento economico? Ora i costi aumenteranno in modo esponenziale. Abbiamo fatto un’analisi di quelle che erano le possibilità  e abbiamo concluso che l’azienda dei trasporti di una città deve rimanere in mano pubblica.  La scelta del concordato preventivo in continuità è stata coraggiosa, non semplice e non priva di ripercussioni, ma di grande responsabilità. Può e deve essere lo strumento per rilanciare il servizio di trasporto pubblico. Il concordato ci permette di riorganizzare l’azienda e il suo debito attraverso un piano di rientro su importi certi e in tempi certi, per rilanciare il servizio di tpl in città con un servizio progressivamente migliore in termini qualitativi. Lo dobbiamo ai cittadini e ai lavoratori che si sono mostrarti sempre affianco dell’azienda”.