lunedì 11 dicembre 2017 03:27:23
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Appalti, tangenti e lavori mal eseguiti
Arrestati sette funzionari pubblici

16 dicembre 2015 Cronaca

I Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, in collaborazione con il Comando Provinciale Carabinieri di Romahanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere ed una serie di perquisizioni a carico di altrettanti pubblici funzionari appartenenti ai Municipi del Comune di Roma, al Dipartimento SIMU (Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) di Roma Capitale nonché all’Ospedale San Giovanni Addolorata nell’ambito dei lavori per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e delle infrastrutture degli enti.

L’indagine rappresenta la prosecuzione dell’attività che in data 14 ottobre 2015 ha portato all’arresto di Luigi Martella ed Alessio Ferrari e del funzionario Ercole Lalli quando sono emersi gravi indizi di colpevolezza a carico dei due imprenditori che il 27 settembre, al fine di turbare le gare d’appalto per la manutenzione e la sorveglianza delle strade della Grande Viabilità della città, avevano consegnato ad Ercole Lalli, funzionario del citato Dipartimento SIMU di Roma Capitale, 2000 euro in contanti in cambio di informazioni riservate inerenti le imprese invitate a dette gare. Gli accordi presi tra gli imprenditori ed i funzionari incaricati di sorvegliare il corretto andamento dei lavori comportavano il versamento di cifre che nel tempo variavano da poche migliaia di euro sino ad oltre 100 mila euro, pertanto nell’ordine del 3-4% del valore dell’appalto stesso. La sistematica reiterazione della condotta corruttiva ha permesso di evidenziare almeno 33 gare d’appalto per un valore complessivo di oltre 16 milioni di euro e per le quali sarebbero stati versati solo negli ultimi due anni, complessivamente 650 mila euro di tangenti. I funzionari destinatari della misura restrittiva sono Francesco Pantaleo e Stefano De Angelis, del dipartimento S.I.M.U. (Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) di Roma Capitale; Roberto Brondi, Piero Seguiti, Doriano Carbonari e Paolo Fornaciari, impiegati rispettivamente presso i Municipi V, IX, X e XII di Roma e Franco Ridenti, tecnico della Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata.

Oltre a questi, e per gli stessi reati, sono state perquisite le residenze e gli uffici dei funzionari Fabio Stefano Pellegrini del dipartimento S.I.M.U., Luca Gaveglia del Municipio IV e Giampietro Cirilli, già funzionario del Municipio VIII, ora in pensione, ma ancora legato da un rapporto d’impiego con l’amministrazione.

Caditoie stradali non pulite e strade sistemate risparmiando sull’asfalto. Questi, secondo gli investigatori che hanno arrestato 7 funzionari pubblici del comune e dei municipi, alcune delle tipologie di lavori sui quali lucrava l’organizzazione scoperta dai carabinieri. Grazie all’analisi incrociata -tuttora in corso- di quanto emerso dalle attività tecniche e dagli atti acquisiti in occasione delle perquisizioni del 14 ottobre 2015, in particolare dalla contabilità occulta delle società di quello che si può definire il “Gruppo Martella” riconducibile alla omonima famiglia, nonché anche a seguito delle dichiarazioni dei tre indagati, sono stati individuati ulteriori episodi di corruzione a carico sempre di funzionari, tipicamente aventi l’incarico di Direttori dei Lavori, in relazione a specifici appalti. In particolare, le dazioni corruttive erano finalizzate ad ottenere agevolazioni da parte dei funzionari sulle modalità di esecuzione dei lavori, consentendo agli imprenditori di eseguire le opere in modo difforme rispetto a quanto previsto. Emblematico, dicono gli inquirenti, è il caso delle pulizia delle caditoie stradali laddove solo un numero ridotto veniva ripulito rispetto al totale dichiarato nella documentazione di esecuzione lavori; altrettanto significativo è il rifacimento del manto stradale dove si risparmiava sullo spessore dell’asfalto, sulla fresatura e sulle bonifiche, cioè la parte inferiore del sottofondo, scavata ad una profondità inferiore rispetto al previsto.

Nello stesso contesto risultano indagati ulteriori 8 funzionari ed ex funzionari, questi ultimi ora in pensione.  Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la casa circondariale di Roma Regina Coeli.