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AMBIENTE, LUNEDÌ A NAZZANO IL FESTIVAL DELLA BIO E GEODIVERSITÀ

22 aprile 2016 Cronaca

“Nelle acque del Tevere c’è un alieno. Anzi più di uno. Parliamo, ad esempio, del gambero rosso della Lousiana, che ormai ha invaso le acque di questo ed altri fiumi italiani. Estremamente vorace, tanto da meritarsi il soprannome di 'gambero killer', è uno spietato competitore che sta mettendo in serio pericolo la biodiversità di quest'area fluviale. E non è il solo intruso: oggi più della metà delle specie presenti nel Tevere non sono autoctone, ma introdotte più o meno consapevolmente dall’uomo. Tra queste il pesce siluro, il persico trota, il lucioperca e il pesce gatto. Si parlerà anche di questo, nella VI edizione del festival della bio e geodiversità che si terrà a Nazzano il prossimo 25 aprile. Appuntamento ormai storico del museo del fiume per gli amanti della natura del Lazio, curato quest’anno da Ilaria Mazzini e Umberto Pessolano e coordinato da Lorenza Merzagora nell’ambito del progetti del sistema museale Resina 'Il Lazio 12 mesi di natura all’anno' e 'Giovani al museo'. Scienziati, ricercatori e divulgatori, ma anche appassionati di natura, artigiani, attori e musicisti si incontreranno a Nazzano, nella cornice della riserva naturale regionale Nazzano Tevere-Farfa per narrare storie sulla geodiversità e sulle sue complesse relazioni con la biodiversità a partire dalla natura della valle del Tevere”. Lo dichiarano in una nota gli organizzatori. “Il racconto della storia della valle del Tevere negli ultimi 2 milioni di anni sarà, infatti, il filo conduttore dell’improvvisazione narrativa teatrale che aprirà il festival. Sul palco un connubio particolare di scienziati, e-naturalisti di chiara fama con il musicista Andrea Piccioni. Il cast è composto dal geologo Maurizio Parotto; dal paleontologo Raffaele Sardella; dal paleoantropologo Giorgio Manzi; dal botanico Francesco Spada; da Corrado Battisti, naturalista; da Enrico Miccadei, geologo; da Marco Oliverio, biologo marino; da Gabriele Scarascia Mugnozza, geologo e da Vito Consoli, naturalista. Una storia che attraversa milioni di anni in poco più di un’ora partendo da quando il Lazio era sommerso da un grande mare per arrivare fino ai giorni nostri. 'Nel corso di due milioni di anni la valle del Tevere -dichiara nella nota Umberto Pessolano, direttore del museo del fiume di Nazzano – ha subito molti cambiamenti legati a fenomeni naturali, come ad esempio il ritiro del mare e eventi vulcanici che sebbene con lentezza, hanno profondamente modificato l’ambiente e la biodiversità. Lo stesso Tevere, per fare un esempio, non è passato sempre negli stessi luoghi, ma ha subito ampie deviazioni nel suo percorso e dove oggi troviamo volpi, tassi e istrici un tempo si aggiravano antichi ippopotami ed elefanti. Purtroppo i cambiamenti più radicali e soprattutto più rapidi si sono registrati ad opera dell’uomo negli ultimi 70 anni”. “Si tratta di un evento diffuso che coinvolgerà l’intero borgo. Dagli stand in piazza – conclude la nota – tra natura, artigianato, gastronomia e terzo settore locale, alle conferenze, alla mostra sul 'Meraviglioso mondo dei fossili'. Dai laboratori interattivi per bambini (e non solo), alle escursioni in battello elettrico. Una vera festa dedicata alla natura organizzata anche grazie alla collaborazione degli abitanti di Nazzano, che apriranno le loro case al pubblico, offrendo aperitivi e tè della scienza in compagnia di esperti naturalisti”.