sabato 21 aprile 2018 09:40:55
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Ama, in arrivo due nuovi impianti compost
Investimento da 34 mln, risparmi per 5

2 marzo 2018 Cronaca

Al più tardi entro la fine del 2020 sorgeranno a Roma i due nuovi impianti Ama per il trattamento del materiale organico, i cui progetti sono stati depositati stamattina, come annunciato

ieri dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, presso la Regione Lazio. “I due impianti costano circa 17 milioni di euro ciascuno – ha spiegato il presidente di Ama, Lorenzo Bagnacani – i tempi ad oggi possono solo essere stimati, non sono certi. Prevediamo circa 9 mesi per il termine degli iter autorizzativi, e sono sicuro che tutti collaboreranno a livello istituzionale. Per la realizzazione si stima un anno, un anno e mezzo, tempi relativamente brevi rispetto alla costruzione di altri impianti”.
I progetti dei due impianti, presentati stamattina nell’ambito di una conferenza stampa in Campidoglio, “non ci portano all’autosufficienza – ha sottolineato Bagnacani – Ma nell’ambizione di incrementare la raccolta differenziata, avremo comunque la necessità di incrementare il piano industriale e faremo molto di più di questo. E’ bene che i residui vengano gestiti a filiera corta. Ad oggi, con la differenziata a regime al 70%, stimiamo circa 350mila, 380mila tonnellate annue, di materiali organici”.
Tuttavia, quando realizzate, “queste strutture permetteranno di quintuplicare la capacità trattamento in autonomia di questo genere di materiali riciclabili, passando dalle circa 28mila tonnellate annue di Maccarese, alle circa 150mila totali, poiché i due nuovi impianti saranno in grado di compostare 120mila tonnellate, 60mila per impianto”, ha chiarito Bagnacani.
I due impianti di compostaggio aerobico saranno realizzate a Osteria Nuova, in XV Municipio, e a Casal Selce, in XIII Municipio, “trasformeranno in terriccio ogni anno 100mila tonnellate di avanzi di cucina e 20mila tonnellate di sfalci e potature – ha spiegato Pinuccia Montanari, assessore all’ambiente di Roma – portando un risparmio di oltre 5 milioni di euro all’anno. Ci sarà poi l’ulteriore vantaggio di riduzione dell’inquinamento grazie alla eliminazione di 3mila viaggi e quasi 4 milioni di chilometri annui percorsi per il trasferimento dei rifiuti”.
I due impianti sono ispirati a “l’impianto Lipor, in Portogallo, che abbiamo preso come punto di riferimento. Impianto premiato dalla Comunità europea. Non si tratta di discariche, ma di luoghi che non producono odori e dove tutto l’organico che produciamo si trasforma in compost di qualità che poi viene utilizzato in agricoltura. Trasformiamo gli scarti e i materiali post consumo in materiali che danno di nuovo vigore alla nostra terra che spesso soffre per la desertificazione”, ha sottolineato Montanari.
“Questi due progetti vogliono inserirsi nel contesto dei territori portando valore. Per questo abbiamo scelto  le migliori tecnologie e impianti che non producono odori. Creiamo, insieme agli impianti, un contesto gradevole: ci saranno aree destinate al verde pubblico, orti urbani, percorsi dedicati alla viabilità sostenibile e la possibilità di svolgere visite agli impianti.  Vogliamo che i luoghi in cui sorgeranno gli impianti siano trasformati in luoghi di contatto con la natura: significa di permettere alla cittadinanza di praticare qualcosa che è un valore aggiunto per il territorio”, ha aggiunto Bagnacani.