martedì 26 settembre 2017 23:46:05
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Almaviva, la protesta dei lavoratori
Ammortizzatori e ricollocamento

21 gennaio 2017 Cronaca, Lavoro/Sindacato

“Chiediamo ammortizzatori adeguati e una ricollocazione seria nel mondo del lavoro per non perdere il nostro precedente inquadramento”. Con questa rivendicazione i lavoratori di Almaviva sono scesi oggi in piazza per chiedere certezze sul loro futuro dopo il licenziamento di 1.666 lavoratori a Roma. A organizzare il corteo di oggi che partirà a breve da piazza della Repubblica per raggiungere piazza Santi Apostoli, passando per via Cavour e i Fori Imperiali, è il Comitato 1666 ex Almaviva. Ma in piazza con loro ci sono anche altre associazioni, singoli lavoratori e movimenti romani. 
Ne fa un elenco Luca, tra coloro che hanno deciso di ‘accodarsi’ alla manifestazione di oggi con l’associazione Clash city workers: “Sono in piazza con noi anche operai di Ama, dipendenti Atac, lavoratori di Foodora, Usb telecomunicazioni, lavoratori di TIM e Alitalia, il Movimento di lotta per la casa, una delegazione dell’Ast Terni (l’acciaieria) e anche un gruppo di lavoratori di Almaviva Napoli”.
“Il motivo per cui abbiamo sostenuto questa manifestazione – spiega Luca – è perché questi lavoratori hanno detto ‘no’ a dei ricatti e con questo si sono posti contro la corsa al ribasso delle condizioni di lavoro. Non è solo la loro battaglia”.
“Da qui – aggiunge un altro lavoratore – inizia una giornata molto importante perché c’è l’adesione anche di altre realtà del mondo del lavoro e da qui parte una lotta comune per i principi basilari”.
È Francesco, un altro lavoratore di Almaviva, a riepilogare la situazione attuale: “Le nostre richieste riguardano ammortizzatori più adeguati rispetto alla Aspi. Inoltre vogliamo una ricollocazione ma non una che prevede soltanto inutili corsi di formazione nelle aziende e nelle agenzie interinali, ma una che preveda la possibilità di lavorare per quelle commesse in cui abbiamo lavorato per anni come nei casi di INPS e Trenitalia”. Sulla nuova discussione che si è riaperta ieri al ministero del Lavoro su spinta del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, Francesco chiarisce: “Abbiamo avuto notizia che vogliono aprire di nuova la vertenza, ma alle stesse condizioni dell’accordo precedente è improponibile. Le ipotesi in campo, per noi, devono essere completamento all’opposto, ritornando al contratto a tempo indeterminato come quello che abbiamo firmato undici anni fa”. “Non abbiamo ancora avuto segnali evidenti sulla riapertura della vertenza – aggiunge – ma tante promesse. Sia dalla regione che dall’onorevole Arturo Scotto di Sel-Si che ieri ci ha accolto. Non abbiamo avuto invece nessun contatto finora dal comune”. Altre tre lavoratrici sostengono che al momento sia “tutto congelato: a noi non stanno facendo sapere nulla del tavolo. Non sappiamo molto e non abbiamo ancora nessun interlocutore”. A guidare il corteo alcuni striscioni. Uno con su scritto “1.666 licenziati – Almaviva vergogna italiana” e un altro che recita “I nostri licenziamenti, il vostro fallimento”.