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Alitalia, dipendenti in piazza
In 10mila: “Giù mani da compagnia”

27 maggio 2017 Cronaca

“Giù le mani da Alitalia, giù le mani dall’Italia”. Questo il testo dello striscione di testa che apre il corteo dei lavoratori Alitalia, appena partito dall’Arco di Costantino nei pressi del Colosseo. 
Con fischetti, trombette e numerosi altri.striscioni il corteo è partito alle 16.50 circa e oltre ai dipendenti della compagnia di bandiera, sono scesi in piazza numerosi altri lavoratori di aziende in crisi: Ilva, Almaviva, Gse, Tim, Sky, Aci Informatica, insieme alle sigle sindacali Usb e Cobas.
“Non ne possiamo più di imprenditori straccioni e manager strapagati che lasciano dietro debiti e drammi sociali” ha urlato uno dei lavoratori prendendo la parola al microfono.
“Il progetto di ristrutturazione industriale che sta sponsorizzando il Governo e che stanno attuando i commissari straordinari di Alitalia pesa non solo sui lavoratori di Alitalia, ma su tutti i lavoratori dell’indotto – ha spiegato Antonio Amoroso, della Cub Trasporti e tra i principali promotori del No al referendum dei lavoratori Alitalia – Sarebbe un ulteriore colpo mortale per tutto il settore aeroportuale ma anche per l’industria di questo Paese. Il trasporto aereo è un volano importantissimo per l’Italia, anche sotto il settore del turismo quindi è un asset strategico del nostro Paese. Il mercato è ricchissimo, ci sono tassi di crescita, quindi chiediamo che il Governo non si giri dall’altra parte e revochi il mandato di spezzettamento e vendita di della compagnia di bandiera”.
Rispetto al futuro “siamo preoccupati che un’eventuale cessione possa comportare che un soggetto acquisti soltanto ciò che ritiene opportuno acquistare, lasciando a casa circa 4000 persone. Questo era il vecchio progetto bocciato dai lavoratori e che avrebbe dovuto attuarsi in un anno, ora sembra che per infierire contro i lavoratori che hanno osato dire di no vogliono accelerare questo processo – ha aggiunto Amoroso – Noi chiediamo un intervento nel capitale come avviene per altre compagnie di bandiera, anche fino alla nazionalizzazione o all’intervento da parte delle aziende di Stato, come possono essere Eni, Finmeccanica e Ferrovie per disegnare un futuro diverso per la compagnia e per l’intero settore del trasporto aereo”. Da una prima stima degli.organizzatori della Cub Trasporti, la manifestazione ha portato a Roma da tutta Italia circa 10mila persone.