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AGENZIA DOGANE, SIT-IN VIGILANTES ISSV: “RIASSORBIRE LAVORATORI A RISCHIO”

3 marzo 2017 Cronaca, Lavoro/Sindacato

Alcune decine di lavoratori dell’istituto di vigilanza Issv, International Security Service Vigilanza, hanno svolto un sit-in stamattina presso la sede dell’Agenzia delle dogane a Tor Pagnotta per protestare contro il rischio della perdita occupazionale per 7 guardie giurate, cinque armate e due del servizio reception accoglienza. A seguito della procedura di cambio appalto fra gli istituti di vigilanza International Security Service Vigilanza SpA (uscente) ed Ekv s.r.l. (subentrante) relativamente ai servizi di vigilanza da svolgere all’interno dell’Appalto Pubblico – Agenzie delle Dogane e dei Monopoli le categorie sindacali, Cgil, Cisl e Uil, hanno indetto il presidio di protesta odierno per chiedere il riassorbimento dei lavoratori a rischio poichè “l’azienda subentrante Ekv s.r.l non aveva ritenuto di voler assorbire nessun lavoratore avente diritto, anche se ciò sia espressamente previsto dal Ccnl che l’azienda riferisce di conoscere ed applicare, nonché dalla clausola sociale prevista dal capitolato di appalto” spiega Massimo Cacciaguerra, sindacalista della Uil Tucs di Roma e Lazio, in piazza stamane con i lavoratori.
“Tuttavia, oggi a seguito della protesta una delegazione composta da sindacalisti e rappresentanti dei lavoratori è stata ricevuta dal direttore generale dell’agenzia delle dogane Paolo Lo Surdo – prosegue Cacciaguerra – a cui abbiamo chiesto di vigilare sulla salvaguardia occupazionale delle 7 guardie giurate coinvolte nel cambio appalto. Abbiamo chiesto ovviamente il reintegro e mantenimento di tutte e sette i lavoratori, ma adesso si aprirà una trattativa in cui per noi, una delle condizioni principali, è il mantenimento dei livelli contrattuali acquisiti negli anni”
La trattativa inizierà dalla prossima settimana “siamo soddisfatti dell’incontro di oggi con il dg Lo Surdo, tuttavia ora attendiamo l’esito della trattativa con l’auspicio che si eviti la perdita del lavoro per tutte e sette le guardie giurate”, ha concluso Cacciaguerra.