mercoledì 13 dicembre 2017 15:56:14
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14enni violentate, indagati negano accuse
Complimenti a Cc da generale De Vita

6 novembre 2017 Cronaca

Si sono avvalsi de la facoltà di non rispondere davanti al Gip i due giovani Rom arrestati con l’accusa di aver violentato due ragazzine di 14 anni, nel maggio scorso. “Non ero lì, sono innocente”, ha fatto sapere al suo avvocato, Maicon Halilovic, difeso dall’avvocato Emanuele Fierimonte. “Il mio assistito si dice innocente e sostiene di non aver stuprato nessuno”, ha detto l’avvocato Amalia Capalbo, difensore di Mario Seferovic. “Faremo ricorso al riesame – ha aggiunto – confidiamo di poter chiarire e far cadere le accuse”. I due indagati rimangono, al momento, in carcere.

Questa mattina, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma, Generale di Brigata Antonio de Vita, ha voluto complimentarsi con i Carabinieri della Stazione di Roma Tor Sapienza, per la brillante indagine che ha consentito di arrestare, in tempi brevi, i due responsabili della violenza sessuale subita dalle due ragazze minorenni, denunciata dai genitori. Nel corso dell’incontro, avvenuto questa mattina nella caserma di piazza S. Lorenzo in Lucina, il Generale de Vita ha sottolineato l’importanza di aver dato una risposta immediata a un atto orribile, assicurando alla giustizia i responsabili con una indagine silenziosa ma efficace; allo stesso tempo, rivolgendosi ai responsabili delle articolazioni del Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma presenti all’incontro, ha esortato tutti i Comandi dell’Arma sul territorio a proseguire nell’attiva azione di conoscenza dei pericoli del web a cui i giovani ed in particolare i minori possono venire incontro.
Si tratta di un’iniziativa a cui partecipano le 174 Stazioni Carabinieri di Roma e Provincia, capillarmente distribuite sul territorio, che costituiscono l’espressione più diretta dell’Istituzione, quella prossima ai cittadini e che hanno un ruolo determinante nelle attività di prevenzione e repressione dei reati con la collaborazione dei presidi e direttori didattici degli istituti, organizzando conferenze sulla legalità nelle scuole, visite presso le caserme e specifica attività dell’Arma sul territorio, a garanzia della sicurezza degli studenti e delle famiglie.
Ai casi che vedono coinvolte vittime vulnerabili, ai reati compiuti attraverso la Rete, viene dedicata particolare attenzione sia in via preventiva che repressiva, attraverso un’efficace comunicazione nelle scuole e un continuo monitoraggio della Rete, impedendo pericolosi adescamenti, soprattutto nei confronti degli studenti minorenni.